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La Madonna del Parto

La Madonna del Parto di Taddo Gaddi
 
Taddeo Gaddi, Madonna del Parto
Maria con la mano regge il libro, simbolo del Verbo incarnato
San Francesco di Paola Firenze
San Francesco di Paola, luogo dove è posta la Madonna di Taddeo Gaddi
 
La Madonna oggi e in San Francesco di Paola, qui arrivò solo nel 1785 dalla distrutta chiesa di San Pier Maggiore, in piazza San Francesco di Paola, nel quartiere Oltrarno a Firenze:
Un'iconografia sorta non per motivi di devozione popolare, ma strettamente connessa a disquisizioni teologiche sulla natura umana e divina del Cristo e quindi promossa dalla Chiesa ufficiale contro le eresie.
Dopo l'affermazione nel Concilio di Efeso (431) della Divina Maternità di Maria si diffuse questo tema, secondo l'iconografia bizantina della Platytera, la Madonna che porta sul ventre la mandorla con la raffigurazione del Cristo vivente, che raggiunse presto anche l'Italia, soprattutto le aree connotate da forti contatti e scambi con Bisanzio, Venezia e la costa adriatica.
All'iconografia della Madonna "vestita di sole" tratta da un passo dell'Apocalisse (12.1) con la rappresentazione simbolica del Cristo, si accompagnò ben presto - a seguito del fiorire delle nuove eresie - la visione naturalistica della Madonna del Parto.
Tale rappresentazione ebbe, a partire dal Trecento, una grandissima diffusione in Toscana, grazie alla rivoluzione di Giotto nel mondo figurativo e all'ascesa della borghesia nella società del tempo. Da Bernardo Daddi a Taddeo Gaddi, da Nando di Cione a Rossello di Jacopo Franchi, si giunse alla Madonna del Parto dipinta per Monterchi da Piero della Francesca, tra i più alti capolavori del Rinascimento fiorentino e tra le espressioni più profonde del Mistero dell'Incarnazione. L' affresco staccato (cm 120x85) della Madonna del Gaddi, originariamente nella Chiesa di S. Pier Maggiore in Firenze e ormai dal 1785 presente nella Chiesa di S. Francesco di Paola, è stato ripulito nel 1964 e riportato su un
 supporto di masonite da Giuseppe Rosi.
La critica si è divisa sulla datazione dell'opera. Le colonne tortili appaiate e le rosette del tabernacolo fanno pensare ad un esempio precoce dell'arte di Taddeo Gaddi, risalente al 1327 o al 1332-38, contemporaneamente alla Cappella Baroncelli in S. Croce (cf. T. Martone, Piero della Francesca. La Madonna del Parto, p. 128). D'altro canto la morbidezza dei lineamenti del volto della Madonna l'avvicinano alla Madonna con il bambino in trono e angeli degli Uffizi (dalla Chiesa di S Lorenzo alle Rose) del 1355 e sono quindi indicativi di uno stile più tardo (Dal Poggetto, 1967, p. 37; 1968, p. 72). 
Il pittore cerca di rappresentare realisticamente lo stato di gravidanza della Vergine ma evita implicazioni troppo carnali. Posiziona la figura di tre quarti ma riduce al minimo la prominenza del ventre e le conferisce un atteggiamento di modestia tramite il gesto della mano, che copre il basso ventre, e lo sguardo, che cerca un contatto con lo spettatore, comunicando in ogni caso una certa ritrosia. 

A destra, Maria con la mano regge il libro, simbolo del Verbo incarnato. 
Piazza San Pier Maggiore oggi
Piazza San Pier Maggiore oggi (foto Wikipedia)
Giuseppe_Zocchi,_Piazza_san_Pier_Maggiore_(1744)
 

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