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Piede di Liutprando

Il Battistero ed il piede di Liutprando
 
Il Battistero contiene anche un'altra curiosità risalente proprio all'epoca Longobarda di cui in pochi conoscono l'esistenza, ovvero il cosiddetto "piede di Liutprando" su una delle colonne di marmo che fiancheggiano la porta sud è inciso un rettangolo, la misura della sua lunghezza è pari alla somma della lunghezza dei piedi del re longobardo Liutprando, questi emanò una serie di leggi che, integrando l'Editto di Rotari, stabilivano un nuovo sistema di misura alternativo a quello romano.
Il "
piede di Liutprando" è il modulo di cm. 43,60 con cui venivano tagliati i blocchi di pietra nella costruzione degli edifici altomedievali in Toscana ed in Italia, fornendo così uno standard costruttivo molto innovativo per l'epoca.
 
Se osservate attentamente vedrete a circa mezzo metro da terra una specie di impronta; la leggenda racconta che nella prima metà del VII sec. Liutprando, re dei longobardi, volendo garantire la regolarità delle transazioni commerciali, fissò in tal modo ed in maniera definitiva, la lunghezza di questa nuova unità di misura.
E la leggenda racconta ancora che Liutprando prese come riferimento la misura del suo piede.

 
Il cosiddetto "Piede di Liutprando"
 
Re Liutprando, il conquistatore di Ravenna (728), zelante promotore dell’edilizia , crea una misura da lui nominata “Pes Liutprandi”, che, sotto il nome di “Piede di Liutprando”, era ancora in uso in Italia settentrionale all’inizio del XIX secolo. Questo piede librando è documentato negli anni 759-774 svariate volte ed è della misura di cm. 43,6, mentre il piede carolingio è di 34cm.
Ed ancora il Villani nella “Cronica”:

Regnò re de’ longobardi Eliprando il quale fu grande come gigante, e per la grandezza del suo piede si prese la misura delle terre, chiamasi ancora a’ nostri tempi piè d’Eliprando, il quale è poco meno d’uno braccio alla nostra misura, e così è intagliato alla sua sepoltura a Pavia.
Liutprando ebbe a reggente sua madre Scauniperga(751-755). Del governo tenuto da costei, che dimostra come in Benevento si fosse ripristinata la successione ereditaria. Liutprando, pur non essendo ancora maggiorenne, cominciasse a reggere lo stato assistito soltanto da sua madre.
Liutprando 

Scheggia di storia di re Liutprando (... – dopo il 759) 
Re dei Longobardi, fu al potere dal 712 al 744. Emanando diverse leggi, ispirate al diritto romano, riordinò lo Stato. Grazie ai buoni rapporti che manteneva con il re dei Franchi, Carlo Martello, poté completare la conquista dell'Italia. 
Fu duca sotto la reggenza della madre, Scauniperga, che sosteneva re Astolfo, fino al 756.
Ottenuta la maggiore età, mise il suo ducato sotto la protezione di Pipino il Breve, re dei Franchi, probabilmente persuaso da papa Stefano II, e si ribellò contro il re Desiderio, venendo quindi deposto nel 758 per essere sostituito da Arechi II. L'imperatore bizantino Costantino V si offrì di catturare Liutprando in fuga se Desiderio avesse attaccato il papato fintanto che un esercito bizantino proveniente dalla Sicilia non gli si fosse affiancato. Desiderio non attaccò e Liutprando non fu catturato.​
Il papa e le popolazioni cattoliche, invece, erano stanchi della politica anticonformista dell'imperatore, tanto che Liutprando, dal 726 fino a quando morì, fu sempre in conflitto con i Bizantini, ai quali tolse parte dei territori. 
Durante gli scontri con Bisanzio, si trovò spesso in lotta con il papa, il quale temeva un ulteriore rafforzamento della potenza dei Longobardi. Ma il re, cattolico, finì col sottomettersi, cedendo il dominio di Sutri agli apostoli Pietro e Paolo. Con questo atto si considera giuridicamente iniziato il potere temporale dei papi.
«
Fu uomo di molta saggezza, accorto nel consiglio, di grande pietà e amante della pace, fortissimo in guerra, clemente verso i colpevoli, casto, virtuoso, instancabile nel pregare, largo nelle elemosine, ignaro sì di lettere ma degno di essere paragonato ai filosofi, padre della nazione, accrescitore delle leggi »
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, VI, 58)
 

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