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Il Culto Mitriaco

Il Culto Mitriaco
 

Mitra (1), creatura di Oromaze (2), genio benefico, primo mediatore fra gli uomini e Dio, e poco per volta venne usurpando gli attributi divini ed eclissò il suo creatore, come fecero nell'India Siva e Visnù, in Egitto Serapide, e Giove nella teosofia greca e romana.
Mitra fu adorato dagli uomini come il sole, cioè come causa, come fonte ed origine di calore e di vita. Ebbe culto e templi, quasi sempre sotterranei, in Italia, in Gallia, in Britannia in Germania. 
Le cerimonie iniziatorie del culto Mitriaco celebravansi in caverne raffiguranti, come le Loggie Massoniche, il mondo; con rappresentazioni delle sfere celesti e con sulla fronte esterna il sole e la luna. L'iniziazione si conferiva per gradi, finché si giungeva a quello del Leone di Mitra (3), che dava diritto a conoscere il gran segreto del culto. Forse questo insegnava le più antiche tradizioni sacerdotali: l'origine dell'universo, gli attributi e le perfezioni dell'Ente Supremo.
Come pensa Guignault nella sua opera «Le religioni della antichità», Mitra non è che l'amore, e nell'equinozio di primavera simboleggia il trionfo del diritto e della ragione.
Questa dottrina del Magismo e del culto mitriaco, profonda e geniale, alla distanza di secoli, si ripete in altire credenze ed in altri sistemi: è dottrina veramente salutare ed umana, perchè inneggia al lavoro, eccita l'uomo a difendersi con le sue forze dal male e dal vizio e lo guida così alla conquista della sua personalità e della sua perfezione. Esso informa, o dovrebbe informare, la funzione dei Rosa – Croce (4), i quali così conferirebbero ai loro Capitoli carattere e compito di investigazione, di critica e di cultura circa le più ardue questioni che occupano ed affaticano la mente dei pensatori.​


(1) Mitra è un'importantissima divinità dell'induismo e della religione persiana ed anche un dio ellenistico e romano, che fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C.
(2) Oromaze è uno spirito buono, della luce, che è sempre in lotta con Arimane una entità spirituale malvagia e distruttrice.​
(3) Le testimonianze del culto romano di Mitra iniziano dai soldati romani del presidio di Carnuntum sul Danubio, nella provincia romana della Pannonia
(4) I Rosacroce (dal tedesco Rosenkreuzer) o Rosa-Croce sono un leggendario ordine segreto ermetico cristiano, menzionato storicamente per la prima volta nel XVII secolo in Germania, sebbene l'accostamento della rosa alla croce sia già presente nel Rosarium philosophorum, opera del XIII secolo.

Ulisse Bacci, Il libro del massone italiano, Roma, Vita Nuova, 1922

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Il culto di Mitra a Roma cominciò ad attrarre attenzione verso la fine del I secolo, probabilmente in corrispondenza con la conquista dell'allora zoroastriana Armenia. La più antica testimonianza archeologica di un culto romano di Mitra data a quel periodo; si tratta di uno stato di servizio di soldati romani che provenivano dal presidio di Carnuntum sul Danubio, nell'attuale Austria (la provincia romana della Pannonia superiore). Questi soldati avevano combattuto contro i Parti ed erano stati coinvolti nella soppressione delle rivolte a Gerusalemme dal 60 al 70 circa. Ritornati in patria, si dedicarono al culto di Mitra, probabilmente nel 71 o 72.​
 


Miniatura dei Vangeli di Rabbula o Vangelo Siriaco
manoscritto conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze 586 circa.

Ci sono 6 elementi corrispondenti con l'conografia di Mitra.

1) Gesù (Ariete) ucciso come il Toro.
2-3) Si vedono la luna e il sole.
4) A sinistra il ladrone non pentito (la luna). Ombra - tenebre
5) A destra il ladrone pentito, bene - luce
6) la lancia di Longino - spada di Mitra

Gesù viene rappresentato è rappresentato da un Ariete e viene sacrificato per il bene dell'umanità (Agnus Dei).
Mitra e Mosè rappresentano l'inizio dell'Era dell'Ariete mentre Gesù ne rappresenta la fine.


Il mito di Mitra nell'conografia dell'affresco del mitreo di Marino, del II secolo.​


Cripta di San Miniato
Martiri venuti dalla Siria a fondere filosofia e fede, neopitagorismo e di mitraismo, religioni celesti e culti esoterici.



La tomba del Cardinale del Portogallo Giacomo di Lusitania​ nella chiesa di San Miniato al Monte

Il bassorilievo del basamento della tomba del Cardinale contiene ulteriori elementi simbolici, tra le più antiche testimonianze di miti antichi riutilizzati in chiave neoplatonica e cristiana: il tema della tauromachia di ascendenza mitraica sui lati brevi (simbolo di resurrezione e di forza morale), l'auriga sul carro (simbolo platonico della mente che guida l'anima e domina le passioni), gli unicorni che si affrontano (simbolo di verginità) e i geni seduti su teste leonine (forza). Al centro, sopra la ghirlanda, si trova il teschio affiancato dal giglio e dalla palma, simboli della purezza e dell'immortalità dell'anima. Il complesso simbolico allude alle virtù morali del giovane prelato, alla vittoria sulle passioni e all'ascesi.

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