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I Magi

I Magi.
 
I Magi, religione e governo, fiorirono in tempi antichissimi: ebbero lettere e scienze: lo Zend-Avesta (1) è anteriore di 5000 anni all'Iliade: non adorarono il fuoco, ma lo considerarono come sorgente di calore e di moto.
Per quanto abbiano dato nome a scienza occulta — Magia — non operarono sortilegi: ebbero il concetto dell'unità di Dio. Nel loro ordinamento gerarchico le classi ed i gradi non furono antagonistici, anzi formarono tutta una compagine salda ed omogenea. Il neofita si teneva all'oscuro di molte cose; le dottrine e le cognizioni riposte svelavansi unicamente ai più sperimentati e più saggi. Il novizio, prima d'essere ricevuto, nei templi, doveva purificarsi con l'acqua e col fuoco: condotto e lasciato solo in profondi ed oscuri sotterranei, doveva meditare impaurito da strani rumori, da misteriose voci: durando imperterrito, doveva subire altre prove, cavar terra finché trovasse acqua, passare traverso al fuoco, digiunare in solitudine. Se tutto ciò gli riusciva felicemente, era proclamato degno di professare e promulgare la morale di Zoroastro (2).
Zoroastro — astro d'oro — fu filosofo ed uomo di Stato, come Confucio; figura colossale che i secoli non hanno potuto oscurare, personalità più che umana che folgoreggia, nella remotissima antichità, come fosse di natura celeste.
La sua dottrina, la più compiuta e razionale di quante furono oggetto di iniziazione, sopravvisse, più o meno, nelle teosofie successive e riappare in germe nei misteri di Samotracia (3) e di Eleusi (4), nell'antro di Egeria (5), nel silenzio dei Pitagorici, nelle quercie incavate dei Celti (6) e dei Lituani (7). Essa non poggia sui due principi coevi e contradittorì 
continuamente ed eternamente in lotta fra loro: Arimane (8), principio del male, non è, come Oromaze (9), principio del bene, increato ed eterno, perchè soltanto il bene ha natura immortale: il male, degenerazione di quello, ha limiti segnati di forza e di tempo.
Nella loro contesa — è questo il fondamento umano delle dottrine di Zoroastro — nulla hanno da temere i giusti e gli operosi; il lavoro invece vince gli esseri pravi e le cose malvagie.
Assistiti dai Ferver  (10) — spiriti o geni benefici — gli uomini vinceranno i Daevi  (11) — spiriti o geni malvagi — Arimane sarà debellato da Oromaze che rigenererò la terra, scenderà come supremo giudice, condannerà i malvagi e condurrà i buoni in un luogo di perenne felicità. Lo stesso Arimane ed i mali spiriti e gli uomini perversi  saranno purilicati: la legge di Oromaze regnerà sola dovunque, e tutti gli uomini, buoni e felici, innalzeranno lodi all'Eterno.
 
Benozzo Gozzoli, La cappella dei Magi, palazzo Medici Riccardi a Firenze.

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(1) Zend-Avesta. Testi religiosi del Mazdeismo o Zoroastrianesimo 
(2) Zoroastro o Zarathuštra è stato un profeta e mistico iranico, fondatore dello Zoroastrismo e autore delle cinque gāthā raccolte nell'Avestā. (tra il XVIII e il XV secolo a.C).
(3) Misteri di Samotracia, espressione che gli studiosi indicano quel culto misterico-iniziatico che già in antichità faceva riferimento all'isola di Samotracia.
(4) I misteri eleusini erano riti religiosi misterici che si celebravano ogni anno nel santuario di Demetra nell'antica città greca di Eleusi
(5) Nella mitologia romana Egeria è una delle ninfe Camene, le divinità arcaiche delle sorgenti (ninfe).
(6) La quercia è un albero solare associato alla festa di Lughnasadh, la festa della luce, la festa regale che corrisponde al nostro primo Agosto. Ad essa è attribuito il simbolo della forza , della protezione e dell’energia cosmica.
(7)  La Lituania ha leggende legate a questo albero, come quella secondo la quale sotto le sue radici sarebbero nascosti tesori di incredibile valore o altre che parlano di misteriosi passaggi segreti verso il mondo sotterraneo attraverso le sue cavità. Una di queste leggende racconta che la punta dell’albero fu usata per ostacolare il cammino del demonio.
(8) Angra Mainyu (avestico) o Ahreman e Arimane (pahlavico) o Ahriman (fārsì) è, nello zoroastrismo, il nome dello spirito malvagio guida di una schiera di "demòni" indicati come daēva. È una entità spirituale malvagia e distruttrice.
(9) Oromaze è uno spirito buono, della luce, che è sempre in lotta con Arimane.
(10) I Ferver sono spiriti progrediti più moralmente che intellettualmente quindi il loro sapere è limitato. Estremamente buoni, godono nell'aiutare e proteggere gli uomini.
(11) I Daevi sono spiriti malvagi e assistono chi fa opera di distruzione, e abitano specialmente nel nord, nei luoghi freddi e sterili ma si diffondono dappertutto.
 
Ulisse Bacci, Il libro del massone italiano, Roma, Vita Nuova, 1922
 
 
 

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