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Famiglia Valori: Bartolomeo di Filippo

Famiglia Valori
Bartolomeo Valori di Filippo detto Baccio (+ 1537)


Bartolomeo Valori di Filippo di Sebastiano del Piombo
 

Bartolomeo Valori di Filippo detto Baccio conquistò per ben due volte il potere in Firenze; la prima volta nel 1512 con l’appoggio di papa Leone X (Giovanni dè Medici , figlio di Lorenzo) detronizzando il gonfaloniere a vita Pier Soderini, reo secondo il popolo di scarsa personalità internazionale e di avarizia; la seconda volta Bartolomeo conquistò il potere a capo delle truppe pontificie ed imperiali (caso unico!), in qualità di Commissario Generale Pontificio durante l’assedio di Firenze (1527-1530).
In ambedue le circostanze si delineano le caratteristiche non solo di Bartolomeo il giovane ma anche della famiglia:
1) la mancanza di volontà malevola di vendetta sugli sconfitti o comunque controllo degli impulsi violenti di vendetta;
2) l’odio verso i tiranni nel duplice aspetto del tiranno esterno e del “tiranno interno”, nel senso che, una volta conquistato con indicibile sacrificio il potere e restituita la Città alla sua vita ordinaria, si doveva ”
tornare alle normali occupazioni”; infatti nel 1512, dopo il colpo di stato riuscito e l’esilio dorato di Soderini in Ungheria, Bartolomeo il giovane tornò ai suoi affari di famiglia e alla vita di corte presso papa Leone X. Nel 1530, dopo aver scritto le condizioni di resa di Firenze e aver salvato gli avversari politici (repubblicani fiorentini antimedicei), si trattenne soltanto per un mese nel palazzo del governo fiorentino per aspettare che fossero votate le nuove magistrature e l’indomani si recò di nuovo a Roma a riprendere la sua attività di consigliere politico di Clemente VII.
Negli ultimi anni di vita fu consigliere del duca di Firenze Alessandro dè Medici, egli era fratello di Caterina, la quale in seguito avrebbe regnato in Francia per 40 anni; entrambi furono protetti grazie ai tanti “agenti” al soldo e all’ordine di Bartolomeo il giovane e di Clemente VII durante l’assedio di Firenze. Dopo l’assassinio del duca (sobrinicidio da parte del cugino Lorenzaccio) Bartolomeo il giovane si uni a Filippo Strozzi nella battaglia per la successione del trono fiorentino e venne sconfitto e successivamente decapitato con il figlio quindicenne e il nipote Filippo dalle truppe mercenarie spagnole e teutoniche che dettero inizio al granducato mediceo (1537).
Bartolomeo di Filippo Valori ordinò a Michelangelo la statua dell'Apollo-David, oggi nel Museo del Bargello, destinata originariamente a decorare il suo palazzo privato.​


 


David di Apollo commissionato da Baccio Valori a Michelangelo Buonarroti 
Era situato alll'ingresso di Palazzo Valori-Altoviti o Palazzo dei Visacci 

 

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