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Famiglia Compagni

Famiglia Compagni
11 ottobre 1751, il senatore cavaliere Braccio Compagni ottiene l'ascrizione al patriziato fiorentino.
 
Forse originari del territorio pisano, i Compagni furono a Firenze sin dal XIII secolo. Dino, priore nel 1289 e nel 1301 e gonfaloniere nel 1293, scrisse la famosa cronaca dei fatti fiorentini fra 1280 e 1312. I suoi discendenti occuparono importanti cariche politiche ed ebbero, nel governo fiorentino, 2 gonfalonieri a partire dal 1471, e 19 priori a partire dal 1509. Sotto il principato ebbero alcuni senatori. Anche nei secoli successivi mantennero il ruolo di famiglia di rilievo in città, assurgendo spesso a onori nei periodi del principato medieco e lorenese, pur senza brillare in altre grandi personalità di spicco. Il loro palazzo familiare, palazzo Compagni, si trova in via Bufalini a Firenze, ed è ricco soprattutto di decorazioni sei-settecentesche.​
Dei figli di Braccio (1615-1677) di Andrea (1570-1618) e di Maddalena di Giovanni Anselmo Cavalcanti, che lasciò alla famiglia del marito beni ed archivio paterni, Giovanbattista (1660-1722), fu eletto senatore nel 1708 ed ebbe la carica di soprassindaco del Nove conservatori della giurisdizione fiorentina. La famiglia proseguì con la discendenza del fratello di Giovanbattista, Andrea Maria (1658-1718), dapprima marito di Niccola Corbinelli (+ 1710) che portò ai Compagni parte delle cate di famiglia, poi, vedovo, fu prete e canonico della Metropolitana fiorentina. Suo figlio Braccio Maria Francesco (1621-1762) fu cavaliere di S. Stefano e soprintendente delle possessioni di quell'Ordine, sposò Nera di Matteo Tolomei (+ 1742) ed ebbe Andrea Niccolò (1732-1769). Braccio Francesco (1762-1808), figlio primogenito di questi e di Maria Antonia di Ottaviano Naldini (+ 1809), aveva sposato Maria Maddalena di Giuseppe Riccardi, ma non ebbe discendenza. Fu il secondogenito Ottaviano (1764-1837), ciambellano di corte e marito di Giovanna del cav. Brunaccini, erede della dei beni della sua famiglia, dama di corte di Elisa Baciocchi, poi dei granduchi Ferdinando III e Leopoldo II, a generare l'erede Andrea (n. 1802) che dalla moglie Giulia di Francesco Chimelli ebbe Augusta Giovanna (1845-1929). Questa fu l'ultima Compagni che sposò, nel 1872, Cesare Ranieri Perrone, e lasciò a quella famiglia nome ed archivio.​
 


Arma: "D'oro alla banda di nero".
La banda era un distintivo delle antiche famiglie guelfe:
il nero simboleggia la fedeltà, l'oro la forza e il comando.

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