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Famiglia Degli Alberti

Famiglia Degli Alberti
Importante famiglia fiorentina tra il XIV e il XV secolo​


Volendo parlare delle casate degli Alberti che furono in mercatura, bisogna citare gli Alberti detti del Giudice, discesi da Iacopo chiamato del Giudice perchè nel 1244 era giudice e capitano del popolo fiorentino. Il Verino qualifica questa famiglia come delle più illustri; e la casa e loggia ed i monumenti religiosi fatti costruire in Firenze ne porgono conferma. Come succedeva, parte di questa famiglia fu di partito ghibellino, e perciò perseguitata dai Guelfi: alcuni di essi si rifugiarono all'estero dove acquistarono potenza. In Francia sono tuttora conosciuti i discendenti di quelli antichi Alberti, i quali sotto il titolo di duchi di Luynes e provenienti dal ramo di Luigi Tommasi di Caroccio degli Alberti vi hanno adesso ricchezze e splendida posizione.
In prova delle persecuzioni che valse alla famiglia Alberti lo spirito di parte, come esempio delle terribili vendette che il governo prendeva contro i suoi avversari, citerò un decreto che la Balìa dei 20 emanò nel 30 giugno 1412 e che ritrovo nei libri della suddetta casa.
«A chi del mese d'agosto prossimo ucciderà uno degli Alberti, cioè messer Antonio di messer Niccolajo, Rinieri di messer Benedetto, Bivigliano e Beltramo di Marco, e Piero di Bartolommeo, degli Alberti, presso 200 miglia dalla città di Firenze, gli si promette duemila scudi d'oro per ciascuna uccisione, e sarà ribandito esso e due dei suoi che avessero bando fuori che per Stato o ribelli , con facoltà di poter portar le armi in perpetuo. A chi dopo la suddetta epoca uccidesse o facesse uccidere fra le 200 miglia uno di essi soprannominati, sarà ribandito, ancor che fosse bandito come ribelle allo Stato e con esso altro che sarà richiesto, e avrà oltre 5000 scudi per ciascuna uccisione e la facoltà di portar armi in perpetuo. La loggia degli Alberti sarà disfatta fino al piano della terra. Nessun cittadino potrà aver mercatura con essi dentro le miglia 200, sotto pena di fiorini 1000, eccettuati i fattori di campagna. Chiunque farà parentado con gli Alberti dovrà pagare al comune di Firenze fiorini 3000 a titolo di gabella. Le case degli Alberti dovranno vendersi, e i danari si metteranno al Monte ai loro nomi».

Le case degli Alberti , la loggia e torre loro esistevano sul canto di Borgo Santa Croce ove è il canto delle Colonnine. Lì prossima era una delle porte della città, detta porta dei Buoi, perchè ivi presso facevasi sul greto d'Arno il mercato dei buoi dirimpetto la chiesa di S. Iacopo tra i Fossi, parrocchia allora situata fuori le mura del secondo cerchio di Firenze.

La famiglia Alberti tra il 1280 e il 1528 dette alla Repubblica 9 gonfalonieri e 49 priori, e fra questi messer Niccolò di messer Iacopo, che fu uno dei più reputati uomini di Firenze, e morì nel 1377 con fama di essere il piìi ricco cittadino della Repubblica. La solenne pompa dei suoi funerali viene descritta dal Monaldi nel suo Diario, ed è interessante perchè dà idea precisa del costume e del lusso senza freno che allora usavasi nei funerali. La spesa montò a più di 3mila fiorini d'oro, cioè oltre 120mila franchi, le leggi suntuarie rigorosissime non avendo contrariate le spese di chiesa!
Questa famiglia antichissima ha conservato fino al presente diversi codici delle mercature dei suoi antenati.
Tali memorie sono preziosissime per noi, perchè insieme ai codici della casa dei Peruzzi sono i soli che per ora ci forniscano notizie sufficienti per conoscere i particolari del commercio medievale di Firenze.

Tratto da:

S.L. Peruzzi, Storia del commercio e dei banchieri di Firenze in tutto il mondo conosciuto dal 1200 al 1345, Firenze, Coi tipi di M. Cellini e C., 1868​


Stemma della famiglia con le catene incrociate​


Ritratto di Leon Battista Alberti (1404-1472),
Galleria degli Uffizi


La torre degli Alberti, situata in via de' Benci 10 all'angolo con Borgo Santa Croce


 

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