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Visita Galleria degli Uffizi in due o tre ore

Visita Galleria degli Uffizi in 2/3 ore.
Gli Uffizi o Galleria degli Uffizi sono infatti, insieme a quelli Vaticani, tra i musei più visitati al mondo e perciò è importante andare a visitarlo e vedere opere che non hanno eguali.
Se avete la fortuna di essere accompagnati da una buona guida turistica invece della solita ora e mezza la visita può durare circa 3 ore, sperando che oltre a parlarvi di ciò che vedete possiate anche sentirvi dire le curiosità che spesso sono divertenti e non troppo conosciute. L’esempio più banale è se sapete che, prima che il Vasari costruisse gli “Uffizi”, in questa zona c’era il rione “baldracca” e penso sia facile capire che genere di merce veniva venduta.
Uffizi itinerario in 2/3 ore

Piano terra: Anna Maria dei Medici.
Una buona guida comincerebbe a parlarvi della Famiglia dei Medici e vi direbbe che è per merito loro e della loro ricchezza, ma soprattutto della potenza, se Firenze vanta un così grande patrimonio culturale. Vi farebbe inoltre vedere il ritratto di Anna Maria dei Medici, ultima discendente della stirpe medicea la quale prima di lasciare tutto ai Lorena stipulò, nel 1737, un “Patto di famiglia” [1], che regolava il passaggio delle proprietà dai Medici ai Lorena, ma a precise condizioni. Nell’atto l’Elettrice nominava Francesco di Lorena suo erede universale con l’obbligo però di conservare a Firenze il patrimonio della casa dei Medici “per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”, ma anche con la segreta speranza di ritornare e godersi ciò che lasciava.

Primo piano: il teatro di Francesco I.
Qui, la buona guida vi mostrerebbe la porta firmata dal Buontalenti attraverso la quale si entrava nel Teatro Mediceo realizzato ai tempi di Francesco I (1541-1587), il quale amava godersi gli spettacoli teatrali con la sua corte. Il teatro, purtroppo, venne smantellato all'epoca del Granduca Pietro Leopoldo, perché venne costruito uno più comodo: il Teatro della Pergola, ma soprattutto perché il Granduca si trasferì a Palazzo Pitti. Oggi lo spazio che occupava il teatro contiene le sale dei "Primitivi" della Galleria e il Gabinetto dei disegni e delle stampe.

Secondo piano: il Vestibolo e il Corridoio di Levante.
Qui invece, la buona guida, vi mostrerebbe una serie di mezzi busti in marmo dedicati ai membri della famiglia dei Medici e a quelli dei Lorena, da Francesco I a Gian Gastone. La buona guida vi parlerebbe di uno di questi, molto importante per Firenze, quello di Vittoria della Rovere [2].
Dopo il V
estibolo si entra in un lungo corridoio, Corridoio di Levante [3], che costituisce la parte più antica della Galleria, quella che Francesco I dei Medici realizzò negli anni Ottanta del Cinquecento, utilizzando la loggia che coronava l’edificio degli Uffizi.
Finalmente una buona guida vi mostrerebbe le sale che troviamo al lato del corridoio, e vi potrebbe dire che esse sono disposte in ordine cronologico, dalle opere più antiche a quelle più moderne e divise a sua volta per artisti, maestri e allievi.


Adesso inizia il nostro percorso che ci porterà alla conoscenza, anche se minima, dei grandi capolavori che compongono questo straordinario museo:

Sala 1 Archeologia: In questa sala sono allestiti marmi archeologici in gran parte provenienti da Roma. Numerosi sono i rilievi, alcuni dei quali calchi di quelli presenti sull'Ara Pacis; altri di notevole qualità sono il Tempio di Vesta e la Scena di Sacrificio provenienti da un fregio adrianeo del II secolo. Presente inoltre un sarcofago con le Fatiche di Ercole nel quale sono raffigurate le varie età del personaggio che richiamano i periodi della vita.
Sala 2 dal duegento e di Giotto:
creata nell’ottocento ed utilizzando lo spazio del Teatro Mediceo detta anche delle Maestà per le Madonne di Cimabue, Giotto e Duccio di Boninsegna, fra le opere ci sono due croci dipinte del XII secolo, accanto a una tavola con le Stigmate di San Francesco e un dossale d’altare con il Redentore, la vergine e Santi. «Pendenti dalle capriate di antiche chiese, appesi a tramezzi, innalzati su altari, questi crocifissi istoriati e questi dipinti su tavola del XII e XIII secolo ricevettero la preghiera e l’ammirazione dei fedelicome affermò la oramai ex soprintendente del polo museale Cristina Acidini prima che l’avvento di Giotto [4] con la sua pittura di incontenibile potenza innovatrice li facesse apparire obsoleti».
Sala 3 il trecento senese:
Nelle opere di questa sala prosegue la mediazione tra novità fiorentine e tradizioni locali, influenzata anche dall'eleganza del Gotico Internazionale. Esempio di ciò è nell'Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi, opera pervasa dal nuovo stile cortese ricco di eleganza e raffinatezza, ambientata in un'atmosfera di favola. Qui trovano posto anche le opere dei fratelli Ambrogio e Pietro Lorenzetti, partecipi delle innovazioni giottesche ma con una maggiore ricerca di valori poetici.
Sala 4 il trecento fiorentino:
Ambiente caratterizzato dalla presenza di dipinti derivanti dai caratteri distintivi di Giotto e bottega, insomma per farla breve senza il grandissimo Giotto questi pittori non avrebbero avuto seguito: il Maestro di Santa Cecilia, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, Andrea Orcagna, Nardo di Cione.
Sala 5 – 6 del gotico internazionale:
In questa sala troneggia la famosissima Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, realizzata negli anni venti del Quattrocento su commissione del mercante Palla Strozzi [5], capolavoro dello stile cortese in Italia, ma soprattutto un dipinto “promozionale e pubblicitario” per mostrare cosi i personaggi mentre indossano tutti i tipi di seta prodotta dalle manifatture della famiglia Strozzi. Accanto si trovano l'Adorazione dei Magi e l'Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, nelle quali emerge la sintesi tra il senso della volumetria giottesca e la linea più morbida di Simone Martini, creando uno stile piuttosto astratto, dove la natura è esclusa e in cui è molto forte il misticismo. Di Beato Angelico è esposta la Tebaide, tavola dalle esigue dimensioni sulla vita eremitica di un santo.
Sala 7 primo Rinascimento:
qui che incontriamo Masaccio e Masolino con la Madonna col Bambino e Sant'Anna, dove per la prima volta si rappresenta Gesù completamente nudo: è durante l’umanesimo che si riscoprono le bellezze del corpo e si pone l’uomo per com’è al centro dell’universo.  Dolce e bellissima, poi, la Madonna di Pontassieve (1435) del frate pittore Beato Angelico. In queste opere lo spazio è studiato e dominato dall’uomo, finalmente le figure acquistano fisicità e proporzioni, è una vera e propria rivoluzione. Battaglia di San Romano, 1438 di Paolo Uccello, di nuovo agli Uffizi dopo un lungo periodo di restauro. Colpisce per i suoi colori smaglianti e l’uso sperimentale della prospettiva.
Sala 8 Filippo Lippi:
con la splendida Madonna col Bambino e due angeli (1465 circa). La Madonna forse ricorda la sua amata, la monaca Lucrezia Buti madre di due suoi figli e che insieme abbandonarono la vita religiosa. Filippo fu primo maestro di Botticelli e uno dei suoi figli, Filippino Lippi, diventò un grande pittore. Nella sala sono presenti l’Adorazione dei Magi di Filippino (firmata e datata 1496) e i Ritratti dei Duchi di Urbino (1472 circa) del grande artista aretino Piero della Francesca.
Sala 10 – 14 Botticelli:
questa grande sala è sicuramente tra le più famose della Galleria degli Uffizi, essendo esposte le opere più importanti di Sandro Botticelli [6]. Tra i capolavori di maggior rilievo ci sono certamente La Nascita di Venere (1484 circa) e La Primavera (1482 circa), tra i dipinti rinascimentali più amati e conosciuti al mondo. Queste magnifiche opere sono piene di significati misteriosi non ancora completamente decifrati. Entrambi i quadri vogliono simboleggiare il trionfo e il ritorno dell’antica bellezza pagana, e per fare felice Lorenzo dei Medici che manteneva tutti, a Firenze. Le due opere, commissionate da privati, tra i quali Lorenzo il Magnifico, incontreranno poi il dissenso del frate e politico Girolamo Savonarola, tanto che il Botticelli pentito delle scelte fatte distruggerà alcuni dei suoi quadri. In questa sala, però bisogna soffermarsi almeno su un’altra opera importantissima: il Trittico Portinari (1477-1478 circa) di Hugo van der Goes, celebre artista fiammingo. Quest’opera arrivò a Firenze nel 1483 ed esercitò una grande influenza sui pittori fiorentini e sullo stesso Botticelli.
Sala 15 Leonardo:
La sala è famosa perché espone le opere giovanili del grande Leonardo da Vinci, prima che si trasferisse a Milano nel 1482 alla corte del Duca Ludovico il Moro. Il grande artista scienziato inizia il suo apprendistato nella bottega del Verrocchio. Proprio in questa sala troviamo un’opera risalente a questo periodo: il Battesimo di Cristo (1470-1475 circa). Eseguito in gran parte dal maestro Verrocchio, il giovane Leonardo dipinse sicuramente la testa dell’angelo di sinistra e il paesaggio: il Verrocchio allontanatosi da Firenze per un periodo, avesse incaricato Leonardo, suo allievo, di finire l’opera, in particolare l’angelo raffigurato di spalle. Quando il maestro ritornò e vide il disegno finito, disse a Leonardo di non aver nient’altro da insegnargli, ormai l'allievo aveva superato il maestro. Poco dopo infatti Leonardo Da Vinci [7] abbandonò Firenze e la bottega del Verrocchio.
Sala 25 Michelangelo ed i Fiorentini [8]:
Qui campeggia il famosissimo Tondo Doni di Michelangelo, che raffigura la Sacra famiglia con S. Giovannino influenzata dai lavori scultorei dell'artista nella rappresentazione dei volumi. Opera di straordinaria importanza in quanto ispirò gran parte della pittura manierista.
Sala 28 Tiziano e Sebastiano dal Piombo [9]:
qui troviamo la Venere di Urbino (1538). Ci siamo soffermanti su quest’ultima opera per confrontare la Venere con quella del Botticelli dove si nota come Tiziano rappresenti non più una dea bensì una donna sensuale e vera.
Dopo le sale arriviamo Corridoio di Statue e la Terrazza sopra la Loggia dei Lanzi: il percorso continua attraverso il corridoio di Statue Romane e Greche, collezionate negli anni dai Medici: tra queste la Venere nella Tribuna e il Porcellino originale, riprodotto da Tacca e posizionato nella Loggia del Mercato Nuovo vicino al Ponte Vecchio. Splendida la vista che si gode dal corridoio della galleria, specialmente quella affacciata sul Ponte Vecchio. Concedetevi una pausa di qualche minuto sulla Terrazza sopra Loggia dei Lanzi, qui vi godrete senz’altro un bel panorama, anche se un po’ scontato.

Attraverso la nuovissima scala realizzata dall’architetto Natalini, parte del progetto “Nuovi Uffizi”, siamo scesi dalla caffetteria al primo piano, e abbiamo visitato velocemente le Nuove Stanze, quelle Blu dedicate agli artisti stranieri dal Cinquecento al Settecento e quelle Rosse ai pittori del Cinquecento, in particolare a maestri Toscani come Andrea del Sarto, il Bronzino e Raffaello, dove troviamo la splendida Madonna del Cardellino, prima era nella sala 26. A questo punto se vuoi puoi anche uscire ma perché non passare attraverso le sale che ospitano le mostre contemporanee e le ultime dedicate ad altri artisti importanti come il Caravaggio, tra le cui opere troviamo il magnifico Bacco e la Medusa.


Questo itinerario dura circa tre ore, spero abbiate la pazienza ed il desiderio di godervi questo splendido museo.
 
[1]
Il Patto di famiglia:
L’Elettrice “cede … a Sua Altezza Reale ... tutti i mobili, effetti e rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo fratello come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose ... a condizione espressa che … per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dallo Stato del Gran Ducato
[2]
Vittoria della Rovere:
Nel 1631 moriva l'ultimo dei Della Rovere, Francesco Maria, di cui Vittoria era l'unica erede: in teoria il Ducato di Urbino sarebbe dovuto passare al Granducato di Toscana, di cui Vittoria era aspirante sovrana, ma ciò fu impedito dalla vigorosa reazione del papa Urbano VIII, al quale le due reggenti non osarono contrapporsi: in compenso, Vittoria e la casata medicea ottenevano il possesso della ricchissima collezione di dipinti della famiglia estinta, comprendente capolavori di Tiziano e Raffaello Sanzio (che oggi sono tra i maggiori vanti degli Uffizi e della Galleria Palatina).
[3]
Corridoio di Levante:
Questo spazio era destinato a essere soprattutto la “galleria delle statue”, in quanto la raccolta di statue antiche dei Medici, che fu da questi continuamente incrementata, rappresentava un elemento di grande prestigio sociale e di interesse culturale. Per creare un ambiente idoneo, il soffitto della galleria fu decorata all’antica con grottesche, a opera di Antonio Tempesta e da un’équipe guidata da Alessandro Allori dal 1578 al 1581.
[4]
Giotto e la Vergine Maria:
La Vergine Maria è rappresentata come una donna vera, sotto le vesti si intravedono per la prima volta le sue forme femminili. Nel momento in cui Giotto dipinge una Madonna più vera, Dante scrive la Divina Commedia in volgare. Entrambi gli artisti sono accomunati dalla ricerca di un linguaggio nuovo con il quale esprimere nuovi concetti di comprensione.
[5]
L’Adorazione dei magi di Fabriano:
Il dipinto era una felice espressione della cultura internazionale allora dominante, pur essendo già noti gli esperimenti "rinascimentali" di Masaccio e Brunelleschi. Si conosce il documento del saldo del pagamento, che era di per sé un notevole esborso, 150 fiorini d'oro. Molto si è discusso sulla scelta di Palla Strozzi, uomo colto, raffinato umanista e amante della cultura greca, di un'opera in stile internazionale piuttosto che un lavoro più all'avanguardia, nello stile rinascimentale. In realtà si deve tener conto della coesistenza di più di un tipo di gusto nella Firenze dell'epoca, dove il passaggio da uno stile all'altro non fu immediato.
[6]
Sandro Botticelli:
Il pittore era legato all’Accademia Neoplatonica che gravitava attorno a Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico, tra cui spiccavano il filosofo Marsilio Ficino, i letterati Agnolo Poliziano e Pico della Mirandola o il grande artista Leon Battista Alberti. La filosofia di Platone tornò in auge nel Rinascimento, grazie agli studi e alle traduzioni di testi greci antichi. Il Neoplatonismo cercò di fondere la filosofia di Platone al Cristianesimo: secondo questa nuova concezione l’uomo può scegliere Dio o la materia e l’elevazione spirituale si basa sul concetto di amore, bellezza ideale e armonia. Botticelli tradusse quindi in pittura le idee del circolo neoplatonico, arrivando a dei risultati di estrema raffinatezza e sensibilità.
[7]
Leonardo da Vinci:
Lo stile del geniale artista si nota ancor più nella splendida Annunciazione (1472 circa), in cui la sua attenzione scientifica verso i fenomeni naturali si esprime nella descrizione dettagliata delle ali dell’angelo, dipinte come fossero quelle di un vero uccello, oppure nel fantastico paesaggio retrostante. Altra opera interessantissima è l’Adorazione dei Magi (1481) che, sebbene incompiuta, ci fa ben riflettere sull’intensità emotiva, sull’espressione dei sentimenti e sulla tecnica disegnativa del maestro. L’opera è stata restaurata. Nella stessa sala, oltre alle opere di Leonardo, si trovano anche lavori di altri importanti maestri attivi tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo: Perugino (da notare la splendida Pietà, del 1493-1494), Luca Signorelli, Lorenzo di Credi e il fantasioso Piero di Cosimo.
[8]
Sala 25:
A causa dei lavori in corso, questa sala è attualmente chiusa al pubblico e le opere d'arte sono state trasferite nelle nuove sale.
[9]
Sala 28:
A causa dei lavori in corso, questa sala è attualmente chiusa al pubblico e le opere d'arte sono state trasferite nelle nuove sale.
@FPC

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