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San Jacopo tra i Fossi

San Jacopo tra i Fossi.
 
Il maggior numero degli Istorici rigettando la opinione dei pochi tra Loro che questa Chiesa si fondasse da Carlo Magno annunziano la di lei esistenza prima dell'anno 1000 e la ravvisano come una delle 36 antiche Parrocchie. Essa acquistò il titolo tra i Fossi dai vicini fossi che depositavano nel prossimo Fiume Arno le acque raccolte dalla Città. Fu la Chiesa presieduta da Ecclesiastici secolari fino al Secolo XII; dai Monaci di S. Salvi fino al 1531; dipoi in detto anno dai Religiosi Agostiniani venienti dal Convento di S. Gallo fuori della porta con questo nome, rovinato e riunito allo Spedale degli Innocenti; nel 1543 dai PP. Umiliati d'Ognissanti, passando li Agostiniani in San Marco; e finalmente dai medesimi Agostiniani qui ritornati dopo breve tempo e soppressi nel 1808. Ora la Chiesa è semplice Parrocchia.
Subì il Tempio diverse variazioni. Sulla piazza che in antico formava parte dell'
Anfiteatro o Parlagio (1) e che oggi è ridotta a viuzzo detto "Via delle Brache", corrispondeva il principale ingresso alla Chiesa che nel Secolo XI fu perpetuamente chiuso:
Allora sulla parete interna contenente la porta già murata nell esterno si pose il Coro e più in avanti l'Altar maggiore amendue rimossi dall'opposto lato in cui al presente è aperto il nuovo principale ingresso. - Sembrando ai PP. Agostiniani di troppo imbarazzo all'Altar maggiore un grande e ricco Ciborio donato dal Gran Duca Ferdinando lI , fu di lì tolto e per supplire a tal mancanza. Fra Bartolommeo disegnò una Tavola condotta a termine da Giuliano Bugiardini rappresentante Cristo morto sostenuto da S. Giovanni Evangelista colla Vergine ai piedi del figlio e li Apostoli Pietro e Paolo riconcentrati in profondi pensieri e mossi da acerbo dolore: Tanto piacque il lavoro al Principe che in quell'epoca regnava in Toscana che lo trasportò nel suo Palazzo​ de' Pitti: Se ne fece una buona copia, ed ebbe pure la medesima sorte. - Erano insigni le Tavole ai minori Altari: Andrea del Sarto avea dipinto 1° La disputa di S. Agostino avente appresso molti Santi che lo ascoltano, 2° La Annunziazione di Maria; Il Caracciolo avea rappresentato il Crocefisso; Pietro Perugino avea delineata la Risurrezione di Cristo: Di tutte se ne fece copia, specialmente Ottaviano Vannini si occupò del 1°, e 2° di Andrea del Sarto e trasferendo nel Secolo XVIII. li originali nel Palazzo del Sovrano si affissero in Chiesa le copie:
Restaron per altro, e servono tuttavia all' ornamento del Tempio due pregevoli Tavole: 1° a Quella che Andrea del Sarto dipinse nei suoi verdi anni, indicante la Apparizione di Cristo in forma di Ortolano alla Maddalena la effigie della quale trasse Andrea da Lucrezia Del Fede sua moglie. 2° Quella di Pietro Perugino esprimente la Vergine col Figlio in braccio e ai suoi piedi i SS. Francesco e Zanobi: Questo è uno dei quadri che stava nel menzionato Convento di S. Gallo avanti l'assedio in Firenze del 1530.

(1) L'Anfiteatro o Padagio innalzato in forma ovale dalla Colonia Romana inviata da Silla, era ove le case oggi tondeggiano da Via Torta fino alla Piazza de' Peruzzi per lunghezza di braccia 573 e per larghezza, da Via dell'AnguiIIara fino alla Piazza di S. Croce, di braccia 170. "Era dice il Villani Lib. 1. Cap. 36.) tondo ed in volte molto maraviglioso e con piazza in mezzo et poi si cominciavano gradi da sedere tutto al torno, et poi di grado in grado sopra volte andavano allargandosi nsino alla fine dell'altezza che era alto più di 60 braccia, (vedi Domenico Maria Manni)​.

Tratto da:
Luigi Biadi, Notizie sulle antiche fabbriche di Firenze non terminate e sulle variazioni alle quali i più ragguardevoli edifizj sono andati soggetti, Firenze, Stamperia Bonducciana, 1824.​


 

San Jacopo tra i Fossi nella mappa del Buonsignori, 1584 - 1594

La chiesa conservava alcune opere portate alla chiesa dal distrutto monastero di San Gallo raso al suolo in occasione dell'assedio di Firenze del 1529, quando i fiorentini vollero preventivamente togliere qualsiasi edificio di appoggio all'esercito nemico.


Il "Noli me tangere" è di Andrea del Sarto, 1510 circa e conservato alla Galleria degli Uffizi.


L'Annunciazione di San Gallo di Andrea del Sarto, 1513-1514 circa e conservato nella Galleria Palatina di Firenze.


Il Compianto sul Cristo morto (o Pietà di Pitti) di Fra Bartolomeo, 1511-1512 circa e conservato nella Galleria Palatina di Firenze.

 

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