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Quartiere 3

Zone: Gavinana · Galluzzo · San Gaggio · Collina sud · Sorgane · Ponte a Ema

IL TERRITORIO
Il Quartiere 3 che si estende nella parte sud del Comune di Firenze, (all'esterno del centro storico) si presenta come un nuovo e popoloso quartiere attraversato da comode strade con ampi spazi verdi: giardini, piazze, il parco dell'Anconella e dell' Albereta relegati in linea di massima nella zona nord - est (Gavinana, Villamagna, viale Europa) oltre che attorno ad alcuni nuclei i quali, ad esempio, il Galluzzo, le Due Strade e Sorgane, entrano in simbiosi con la città attraverso gli spazi circostanti e le aree collinari che rappresentano gran parte "dell'arco collinare" della città costruita. Il territorio, è interessato da due corsi d'acqua (oltre, naturalmente, il Fiume Arno), piuttosto importanti in area fiorentina: il fiume Greve, che interessa marginalmente la parte sud- ovest del quartiere, ed il torrente Ema che segna buona parte del confine sud e sud-est e confluisce nella Greve in adiacenza della Certosa del Galluzzo.
LA PIANA DI RIPOLI
Vi sono altre testimonianze artistiche ma, per meglio valorizzarle dovremo tornare a ritroso nel tempo e conoscerne la consistenza storica ambientale. Storicamente il territorio faceva parte della piana di Ripoli all'esterno della cinta muraria della città di Firenze; le prime tracce degli insediamenti nella piana risalgono al IV-III sec. A.C dopo che alla civiltà Villanoviana subentrò quell'Etrusca e poi quella Romana. Per secoli gli abitanti, pur essendo un territorio alluvionale, si dedicarono all'agricoltura e alla pesca; risalgono al medioevo le coltivazioni di alberi d'olivo. La vita della piana in parte era scandita dalle vicende storiche - artistiche e politiche che si susseguivano all'interno delle mura di Firenze; durante il periodo Carolingeo con il potere episcopale, la chiesa assunse importanza non solo nella città ma anche all'esterno infatti, nascono le prime Abbazie e le Pievi che assunsero non solo importanza religiosa ma anche di tipo: - amministrativa, censoria e notarile - militare, infatti, nella Pieve venivano infissi i bandi per la chiamata alle armi - tributaria come il pagamento delle tasse e non solo le "decime" per l'abbellimento delle chiese e il mantenimento dei religiosi; esse erano responsabili delle strade, mulini, facendo da tramite nel difficile passaggio fra l'impero romano e il periodo feudale.
STORIA:
Nel 1289, la piana, fu sede dell'acquartieramento dell'esercito fiorentino, che andò a vincere la battaglia di Campaldino (i Guelfi mossero guerra all'esercito imperiale e in particolare alla città di Arezzo che fu sottomessa), validamente sostenuto dagli abitanti della piana. Pacificata la piana nel 1300, fu attraversata costantemente da un afflusso di soldati, da artisti, mercanti, che si dirigevano verso la città e dai pellegrini che, attraverso la Via Cassia, raggiungevano Roma per il primo Giubileo della storia, a tal merito furono costruiti ostelli e spedaletti chiese; fu in questo periodo che le case torri, che erano usate per motivi di difesa, iniziarono ad essere adibite a "case da Signore" e con il passare degli anni in case di campagna dalle più facoltose famiglie fiorentine,  dalla borghesia contadina e dai proprietari terrieri. Dopo lo sterile assedio e l'acquartieramento delle truppe di Arrigo VII, per la piana iniziò un periodo difficile prima per l'alluvione del 1333, che oltre a distruggere gli antichi ponti, trasformò la piana in acquitrino quindi in un renaio, (tale condizione è ricordata nei nomi dei paesi come Ripoli che significa argine, località come Padule, strade come via del Bisarno; la presenza di due braccia del fiume Arno e Bisarno e i numerosi renai sono documentati fino al 1600.) poi per la peste. Per molto tempo la piana subì passivamente le vicende della grande città e le ulteriori battaglie infatti, nel 1528 l'esercito imperiale invase la piana quando Alessandro dei Medici, con l'aiuto di Papa Clemente VII e dell'imperatore Carlo V, rivendicò la supremazia della sua famiglia contro la repubblica Fiorentina.
Nel 1643 La famiglia Castelli edificò la propria villa in corrispondenza dell'attuale acquedotto infatti, la zona era stata tutta bonificata, portando un notevole miglioramento, di vita, per gli abitanti della piana che si dedicarono all'agricoltura, tanto che la zona fu chiamata il "pomerio di Firenze".
L' INDUSTRIALIZZAZIONE
Nel 1735 la piana fu sconvolta per l'ultima volta da una battaglia, infatti l'esercito iberico si insediò nella piana per le pretese ereditarie dell'impero spagnolo sul territorio toscano che, allora, era governato dalla famiglia Medici (Giangastone), complesse vicende portarono gli Asburgo-Lorena ad avere il potere e in tale periodo effettuarono migliorie di alcune infrastrutture.
Alla fine dell'800 la zona, che era prettamente agricola, vide nascere l'attività industriale, la prima fu la "curatura delle stoffe" come la schiaritura con il trattamento del ranno e l'ammorbidimento dei tessuti come il lino (col tempo questa attività sarà sostituita con le lavanderie che si svilupparono nel territorio di Bagno a Ripoli) poi, altre piccole industrie come le fornaci.
Come già visto le attività principali erano l'agricoltura e la pulitura dei panni, provenienti dalla città, che erano ritirati da casa, per casa, e fisicamente portati su carretti condotti manualmente e poi trainati da animali (questo anche per gli ortaggi) che erano trasbordati da barche traghetto tra una riva all'altra.
IL DOPOGUERRA: LA NASCITA DI SORGANE
Nella zona denominata Sorgane, nel dopoguerra, fu progettata la creazione di una cittadella "città satellite" che prevedeva un insediamento abitativo di 12.000 persone ma arrivarono a 4.000. Tra i palazzi progettati e costruiti si possono ricordare le "Vele", opera di un gruppo di lavoro costituito da Ferdinando Poggi, Leonardo Ricci e Leonardo Savoli, le quali, tuttora, presentano la loro originalità; è proprio in questa situazione che il moderno e il nuovo s'intersecano con la storia.
LE VIE DI COMUNICAZIONE E I MEZZI DI TRASPORTO
Nel 900 i traghetti, a monte della città, erano sei posti tra San Niccolò e Pontassieve, il primo era quello della nave di Rovezzano che smise la navigazione con l'inaugurazione del ponte di Varlungo.
Nel 1865 in occasione di Firenze capitale, il Piano regolatore di Giuseppe Poggi portò all'abbattimento della cinta muraria, aprendo la città verso la piana creando i viali di circonvallazione e dei colli che determinarono lo sviluppo del quartiere.
 
Barriera di San Niccolò
In Piazza Ferrucci, che serviva (nell'800) così come è ora, da cerniera tra la piana di Ripoli , il viale dei colli e la città, vi era presente la barriera del dazio, che inizialmente, erano poste all'inizio delle porte della cinta muraria poi, spostate nelle piazze dove vi convergevano le strade principali e servivano per pagare la "gabella", in particolare per le derrate che provenivano dalla piana (si dice che le contadine ,provenienti dalla piana ,nascondessero i contenitori del vino sotto le ampie gonne per non pagare "gabella").
 
Piazza San Michele Rovezzano
Nel settembre 1865 fu inaugurata la prima linea di trasporto pubblico del quartiere "Omnibus" della società Munari, che collegava il centro (piazza Signoria) con la barriera daziaria di San Niccolò (ora P.zza Ferrucci), la seconda linea (1881) da piazza dei Giudici al Bandino e poi fu estesa fino a Bagno a Ripoli prima con il servizio tranviario a cavallo poi elettrico, per poi arrivare ai servizi attuali.
 

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