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Accademia Toscana di scienze e lettere

Accademia Toscana di scienze e lettere
"La Colombaria"
Trecento anni di libera ricerca​
 
LE ORIGINI
La fondazione dell’Accedemia Toscana di Scienze e Lettere ‘La Colombaria’ risale ufficialmente al 1735. Prima di questa data, ovvero già dal 1732, un gruppo di eruditi si riuniva presso la libreria di Anton Maria Piazzini, al Corso. In seguito gli studiosi si spostarono, presso la dimora di Giovan Girolamo  de’ Pazzi, in Borgo Albizi, occupandone la torre, ovvero l’altana-colombaia. Giovan Girolamo de’ Pazzi, con Bindo Simone Peruzzi, Anton Francesco Gori, Domenico Maria Manni, Andrea da Verrazzano, Giovan Vincenzio Fantoni e altri dieci eruditi dell’epoca, è uno dei soci fondatori e probabilmente proprio alla Torre del suo palazzo si deve il nome della Società Colombaria. I Soci, fondanti l’Accademia, si diedero dei soprannomi com'era d'uso nel Settecento, anche le varie sedi che ospitavano gli eruditi erano legati all'ornitologia, sull'esempio della principale sede la 'Colombaria': 'al solito covo’, oppure ‘nel nido o nella gabbia del tale’; il linguaggio così come per le sedi si adeguò anche alle altre circostanze: il ricordo del collega morto era dunque un 'mesto pigolio’, e ‘bacherozzoli’ i 'sonetti composti estemporaneamente’. Lo scopo della Società, è facile intuirlo, era quello di scambiarsi informazioni, conoscenze e mettere in comune il patrimonio intellettuale attraverso la presentazione di oggetti, o di notizie, basti pensare che alla ‘torre del sapere’ contribuirono studiosi quali Anton Francesco Gori e le sue pregevoli opere dedicate all'etruscologia, all'arte, alle gemme e pietre preziose, Domenico Maria Manni dedito alla sfragistica, Giuseppe Richa e la conoscenza delle Chiese Fiorentine e, ancora, Salvino Salvini, Giovanni Lami, Giovan Battista Dei, e Anton Maria Biscioni, con le loro opere di varia erudizione. Ancora oggi questi nomi suonano alle nostre orecchie, quali protagonisti di un passato in cui eccelse La Società Colombaria.​


SUNTI E ANNALI DELLE RIUNIONI DELLA SOCIETÀ COLOMBARIA.
Inizialmente nessuno pensò a verbalizzare quanto veniva detto durante gl'incontri degli eruditi ma dal 1735, durante le Sedute pubbliche ufficiali, iniziarono a redigersi i verbali delle riunioni, gli Annali, cui si aggiunsero le Tramogge, ovvero le stampe e gli scritti di cui si discuteva durante le sedute. Questi rendiconti ufficiali sono però andati distrutti con la Seconda Guerra Mondiale, quindi i primi testi scritti che ci attestano l'inizio delle attività della Colombaria sono i Sunti del Tarpato (Andrea Da Verrazzano); si tratta di quattordici tomi oggi conservati nell'archivio dell'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria" redatti tra il 1735 e il 1753. Bindo Simone Peruzzi, detto il Domestico, si dedicò alla medesima attività, con sunti redatti tra gli anni 1735 e 1744; ai sunti del Tarpato e del Domestico, seguirono gli Annali del periodo che va dal 1758 al 1800. Questi documenti, conservati in Accademia, costituiscono parte del patrimonio archivistico della stessa e sono una fonte preziosissima della storia e delle origini della Società Colombaria, sia per le notizie concernenti la vita accademica, sia per ricostruire il patrimonio posseduto dalla stessa, oggi purtroppo depauperato prima dalla distruzione della prima sede della Colombaria, dovuta ai  bombardamenti durante la Seconda Guerra mondiale e poi dall’alluvione che colpì Firenze nel 1966.​

I SOCI DELLE ORIGINI (1735-1834).
I Soci vennero divisi in urbani ed esteri, per i primi si diede il limite massimo di trenta, poiché dall’iniziale gruppo delle origini, si era allargato a dismisura. Mentre per gli ‘esteri’ si è sempre ritenuto opportuno mantenere un numero approssimativo. Ognuno si dette un soprannome, tratto dall’opera dantesca, oppure dall’altrettanto sommo poeta, il Petrarca. La principale fonte d’ispirazione restò comunque legata a una peculiarità del socio, si pensi al fondatore, Giovan Girolamo Pazzi, che ospitò per primo gli eruditi nel suo palazzo e precisamente nella colombaia, optò per Il Torraiolo, quale nome accademico. Non a caso la sua abitazione era costituita da una torre (oggi ancora visibile). L’elenco dei Soci che adottarono un nome accademico è riportato, in genere, nelle varie edizioni degli Atti della Società Colombaria che, in genere per le pubblicazioni ottocentesche, riporta questa dicitura: “Dal principio della Società tutti i Soci presero un nome accademico, secondo il costume che prevaleva allora; nome che, conforme al titolo adottato di Colombaria, si volle sempre cercatonelle speciali qualità dei colombi. Ma col partito de' 24 agosto 1834 l'usanza quasi secolare venne abolita.”
 
ATTI DELLA SOCIETÀ COLOMBARIA DI FIRENZE
 DALL’ANNO MDCCCXC AL MCM
COL RUOLO GENERALE DEI SOCI DALLA SUA FONDAZIONE
RUOLO GENERALE DEI SOCI DELLA SOCIETÀ COLOMBARIA DI FIRENZE
DALLA SUA FONDAZIONE NEL 1735 A TUTTO L’ANNO SOCIALE 1899-900


AVVERTENZA
Dal principio della Società tutti i Soci presero un nome accademico, secondo il costume che prevaleva allora; nome che, conforme al titolo adottato di Colombaria, si volle sempre cercato nelle speciali qualità dei colombi. Ma col partito de' 24 agosto 1834 l'usanza quasi secolare venne abolita.


 
 

In origine i Soci della Colombaria erano distinti in Urbani ed Esterni, dal 18oo i Soci esterni furono chiamati Corrispondenti.
I Soci fino al 1834 hanno conservato l’uso di darsi un nome accademico.
Dalla riforma del 1951 – 1952, quando la Colombaria ha assunto il nome attuale di Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, i Soci sono distinti in quattro Classi: I. Filologia e Critica letteraria; II. Scienze storiche e filosofiche; III. Scienze giuridiche, economiche e sociali; IV. Scienze matematiche, fisiche e sociali.
I Soci sono stati suddivisi in Effettivi e Corrispondenti, distinguendo ulteriormente tra residenti e non residenti.
A partire dal 1935 i Soci sono stati ammessi in un’unica seduta annuale, questo spiega perché siano venuti meno i riferimenti al giorno e alla data di elezione.
 
PAZZI cav. Giovan Girolamo (Il Torraiolo) : insieme coi primi quindici che seguono fondo la Società nella propria casa il 15 di maggio del 1735.
FANTONI Giovan Vincenzio (Lo Snidiato).
NERONI Giuseppe (L’Avveduto).
PERUZZI Bindo Simone (II Domestico).
DA VERRAZZANO cav. Andrea (Il Tarpato).
GORI dott. Anton Francesco (L’ Adescato).
DEI Giovan Battista (L’ Associato).
RICCIARDI Ottavio (L’Agevole).
NARDI ab. Giovan Battista (Lo Spollinato).
BARGIACCHI ab. Niccolò (L’Imbranato).
PIAZZINI Anton Maria (L’Accivito).
MANNI Domenico Maria (L’invogliato).
UGOLINI cav. ab. Ottaviano (II Reale).
BALDOVINETTI Giovanni (Il Vagante).
TARGIONI dott. Giovanni (L’Abboccato).
CAPPONI canonico Giovan Vincenzio (Il Satollo).

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