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Visita guidata alla sede storica e archivio della Misericordia di Firenze





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Iscriviti
La vostra guida sarà Serena Savelli o Giulia Mugnai o Sara Chelli o Francesca Giannelli
Pagamento: Anticipato con carta di credito

Costo della visita: 
14,00 euro a persona adulta.

11,00 euro da 10/17 anni
12,00 euro da 7/9 anni (visita gratis per ogni adulto pagante)

Durata Visita:
una ora e mezza circa
 
Il luogo dell'incontro verrà comunicato con email e sms

Sede Storica e Archivio dell'Arciconfraternita della Misericordia di Firenze.
 
La visita guidata  alla Sede e all'Archivio Storico  dell'Arciconfraternita della Misericordia è senza dubbio un'avventura entusiasmante e divertente. Vedremo luoghi solitamente  chiusi al pubblico e aperti solo per  gli ospiti di Conosci Firenze. Ci  inoltremo in una selva terminologica oscura fatta di  "giornanti, stracciafogli, servi, buffa, strascico, specchio", etc. e ci sorprenderemo divertiti  al momento del disvelamento del loro intrinseco significato. Ma soprattutto avremo la possibilità, rara, di accedere a un spazio sacro, qual è quello di un archivio storico, e vedere da vicino antiche, importanti  testimonianze documentarie, fatte di codici manoscritti su carte pergamenacee, risalenti  perlopiù ai secc. XIV e XV, che rappresentano la prova storica di eventi passati e che ci informano di come fossero gestiti. Eventi come la peste che, con le sue drammatiche recrudescenze protrattesi fino almeno al 1630, ammorbò periodicamente Firenze. Fu affidato allla Misericordia, infatti, e all'attivismo caritatevole dei suoi confratelli, il compito di compilare le liste "dei malati e dei sospetti" tramite la peregrinazione di casa in casa dei fratelli addetti e l'onere del trasporto degli ammalati nei Lazzaretti posti  fuori le mura cittadine e "maximamente circha del seppellire i morti poveri et miserabili senza alchun prezo o premio".
Grazie alla disponibilità delle archiviste, presenti attivamente all'evento, avremo modo di addentrarci in un mondo sconosciuto ai più che la patina del tempo ha reso quanto mai affascinante.​

 


Archivio della Misericordia di Firenze
[...] l'immenso materiale che racconta, "dal basso" la storia della Misericordia e, insieme, di Firenze. Ovvero, dal punto di vista "dei sottomessi, dei vinti, dei ‘soccorsi' dalla Confraternita", fondata nel 1244 per mettere in pratica il dettato evangelico: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, visitare i malati, accogliere i pellegrini, seppellire i morti, e pregare per tutti, vivi e morti. «Con un'attenzione per le singole persone, a prescindere dal loro status, che ha fatto di Firenze la capitale della solidarietà ». Piccoli grandi atti, compiuti dai confratelli col volto nascosto dalla "buffa", ma meticolosamente annotati, con nomi di persone, località, circostanze, e consegnati a registri, filze, faldoni, elenchi, codici, "post-it" antelitteram: come la "polizzina", il foglietto su cui il testimone di un "caso" segnava l'accaduto, inviando poi un ragazzino a portarlo (di corsa) alla sede della Misericordia. Malati e contagiosi, feriti, assassinati, ubriachi, affogati in Arno, suicidi, donne violentate, picchiate, gettate dalla finestra, orfani da portare a balia, morti da seppellire se nessun altro provvede: i "casi" che emergono dall'archivio sono migliaia. Con in spalla la "zana", la cesta-zaino per il trasporto dei corpi sofferenti, o dei cadaveri, i fratelli, a piedi e solo a piedi, accorrono, caricano, ripartono alla volta degli ospedali (Santa Maria Nuova, San Bartolomeo), dei lazzaretti, dei cimiteri fuori dalle mura.
Secolo per secolo, parlano anche gli elenchi degli "ascritti" alla Misericordia, suddivisi per quartieri (S.Giovanni, S.Croce, S.Spirito, S.M.Novella), e dove, insieme a qualche nome illustre (Amerigo Vespucci), e a quelli dei molti che, nel tempo, donano alla Confraternita denaro e beni (fra gli altri, il sarto di Corte Lorenzo Gabbuggiani, che lascia alla Misericordia anche i suoi documenti personali con dentro campioni di stoffe francesi del ‘700), ne compaiono ben di più di sconosciuti, poveri e poverissimi, servi, contadini, e (altra rarità, dato il ruolo socialmente irrilevante del genere femminile) donne, serve, balie, fornaie, pollaiole, spedalinghe, come la Paschua pazza, o la serva Mea, e chissà quali Tingha e Tessa e Piera e Chaterina, che acquistavano così il diritto di "essere pregati" per sempre, prima da vivi, e poi da morti, e (finché non ci furono i registri parrocchiali) di avere un nome "scritto" [...].​ (
Tratto dall'articolo della Repubblica del 18 gennaio 2016)
 

Archivio
 
Regalati il libro fotografico per il 50° anno dell'alluvione di Firenze, 4 novembre 1966. 

Prenota il libro costo di 7,50 euro cadauno (prezzo di copertina 14 euro).
Scrivi senza impegno a info@lgeditore.com​

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