I Liberi Muratori

I Liberi Muratori
I muratori come costruttori del proprio destino
 

Nell'Europa del Rinascimento, i muratori si distinguevano come una corporazione straordinaria. Mentre le altre corporazioni riunivano artigiani strettamente legati a una città, i muratori avevano una peculiarità unica: la loro abilità specializzata li rendeva richiesti ovunque.
Immagina una nuova città che apre un vasto cantiere, destinato a durare secoli. Pensa al maestoso Duomo di Firenze, dove il cantiere rimane aperto per generazioni. Ogni volta che giungono finanziamenti, si riprendono i lavori con una manodopera altamente specializzata, costantemente richiesta.
I muratori, maestri nella loro arte, non si limitano a una sola città. Viaggiano, acquisiscono esperienza e sviluppano una conoscenza del mondo che va ben oltre altre categorie di artigiani. Sono loro che portano avanti l'arte dell'edificazione.
È interessante notare che questa visione di costruire il futuro affascinava profondamente i massoni. Essi si consideravano "muratori", non soltanto nel senso letterale, ma come simbolo di liberi pensatori e di connessione con il mondo.


I "liberi muratori" non si legavano a una residenza fissa, ma abbracciavano il dinamismo, muovendosi, collegandosi e scoprendo nuovi orizzonti.
In sostanza, l'immagine del muratore rappresentava l'idea di plasmare il futuro. I massoni abbracciavano questa concezione e si identificavano come veri costruttori, liberi di muoversi, di connettersi e di conoscere il mondo che li circondava.
 

 

Illustrazione da "Antiquites Judaiques", 1470-76 circa, intorno al 1470, bottega di Jean Fouquet
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