Misteri Isiaci

Misteri Isiaci.
Si scrisse che l'Egitto fu tutto una iniziazione.

In una terra avvolta in un'aura di mistero, bagnata dalle acque immensurate e circondata da vaste solitudini, l'Egitto ha tessuto una lunga e augusta storia. Qui, una cultura non solo antica ma anche illustre, ha preso forma, creando un mondo straordinario. Mentre gli Europei, rappresentati nei reliquiari egiziani, vagavano nudi, con penne sul capo e il corpo decorato da tatuaggi, l'Egitto era già un faro di conoscenza. Secoli prima della Guerra di Troia, gli Egizi possedevano l'arte della scrittura e mille sfumature di una vita raffinata.
Obelischi, uccelli dalla testa umana, scarabei, sfingi, serpenti, scimmie cinocefale (1), palme e strane combinazioni di forme, insieme ai geroglifici, diffondevano intorno a sé un'aura di reverenza paurosa. Il popolo egizio, conquistato da questi simboli, rimaneva silenzioso, paziente e atterrito. Questi simboli costituivano il linguaggio di un'Istituzione vasta, operosa e segreta, la cui casta sacerdotale regnava sovrana.
Inizialmente, la casta dei Sacerdoti regnò in Egitto, ma col passare dei secoli, la forza si ribellò alla dottrina, la milizia al sacerdozio, dando vita alla serie dei Re accanto a quella dei Pontefici. Tuttavia, il predominio sacerdotale non venne mai sopraffatto e si affermò attraverso i Collegi politici di Eliopoli, Tebe e Menfi. Questi sacerdoti, divisi in gradi, costituivano l'élite privilegiata e l'unica parte libera della nazione.
Erede della sapienza di India, Persia, Siria, Arabia e Caldea, questa casta sacerdotale, discepoli di Ermete Trismegisto (2), adorava la triade Iside, Osiride e Horus, pur lasciando che altri dei fossero venerati in diverse città. La Dea Iside (3), il fuoco o il sole, si identificava con la natura e le sue forze occulte, rappresentando la divina unità. Nel tempo dei Tolomei, le superstizioni aumentarono, e Iside fu chiamata Mirionima, "colei dai diecimila nomi". Tuttavia, gli iniziati compresero che Iside rappresentava la causa prima e unica della vita, simbolo della divina unità.
Le iniziazioni ai Misteri Isiaci avvenivano nei templi di Menfi e Tebe, dove gli aspiranti, spogliati di abiti e ornamenti, erano introdotti nei peristili dei sacri edifici. Questi Misteri, celebrati con un dramma che coinvolgeva la figura di Salomone, secondo le ricostruzioni di Marconis, erano veicoli di conoscenza e saggezza. Filosofi, legislatori e grandi uomini dell'antichità emersero da queste iniziazioni, portando con sé la luce che modificò le credenze dei popoli che illuminarono.
Voltaire (4), iniziato a Parigi nella loggia delle Nove Sorelle (5), Tito (6), elogiò i Misteri come un'istituzione che sollevò l'uomo dall'oscurità delle superstizioni popolari. Clemente Alessandrino parlò dei grandi misteri come il luogo dove finisce ogni insegnamento e dove si può contemplare la natura e le cose. Da Talete a Marco Aurelio, i sacerdoti egiziani non erano solo ministri della religione, ma filosofi, custodi della sapienza concentrata nel dominio della verità. Attraverso l'osservazione dei fenomeni naturali nei templi egiziani, gli iniziati venivano guidati alla conoscenza del Grande Essere, ad un culto privo di superstizione, svelando le meraviglie della Divinità attribuite erroneamente a divinità secondarie.
La parola "prete" nel contesto dell'antico Egitto era sinonimo di filosofo, indicando una lega di saggi riuniti per studiare l'arte di governare gli uomini e concentrare il dominio della verità. Laurens afferma che i preti egiziani, eredi della sapienza di India, Persia, Siria, Arabia e Caldea, non erano semplici ministri religiosi, ma una lega di saggi che aveva un significato ben diverso rispetto a quello attribuito oggi. In questa antica terra, nei templi della sapienza egiziana, gli uomini erano condotti alla conoscenza del Grande Essere attraverso l'osservazione dei fenomeni naturali, svelando così le meraviglie della Divinità e rivelando tradizioni orali e scritte risalenti ai primi tempi del mondo.

Bibliografia: Ulisse Bacci, Il libro del massone italiano, Roma, Vita Nuova, 1922

(1) Un ulteriore pericolo derivava dai gruppi di cinocefali, le scimmie dalla testa canina, notoriamente predatrici che cacciavano e si nutrivano di altre scimmie e piccole antilopi.
(2) Ermete Trismegisto è una figura leggendaria dell'età pre-classica, venerata come maestro di sapienza e considerata l'autore del Corpus Hermeticum. A lui è attribuita la fondazione dell'ermetismo, una corrente filosofica.
(3) Iside, figlia di due divinità, Nut e Gheb, rappresentava il cielo e la terra. Sorella e sposa di Osiride, madre di Horus (che successivamente divenne Serapide ed Arpocrate), Iside formò una triade divina. Il suo culto, inizialmente ostacolato, divenne misterico con legami con il mondo ultraterreno e si diffuse in tutto l'Impero. Il culto isiaco trasse beneficio dalla supremazia culturale di Alessandria durante l'epoca ellenistica e si diffuse ampiamente nel bacino del Mediterraneo. I misteri isiaci includevano riti di morte e risurrezione che conferivano l'immortalità beata agli iniziati.
(4) Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet, è stato un poliedrico pensatore francese del XVIII secolo, noto come filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista.
(5) La Loggia delle Nove Sorelle è stata una delle logge francesi più influenti nell'illuminismo. Celebre per la sua brillantezza e per i suoi membri illustri come Voltaire, Franklin, Jefferson, Cherubini, Montgolfier, Guillotin, Lavoisier, è stata un fulcro per la diffusione delle idee illuministiche.
(4) Tito Flavio Clemente, noto come Clemente Alessandrino, fu un teologo, filosofo, santo, apologeta e scrittore cristiano greco del II secolo. È considerato uno dei Padri della Chiesa.

Ermete Trismegisto
La Gran Madre Tanit tra i suoi appellativi divini era anche chiamata Mirionima, ovvero "dai 10.000 nomi"
Iside, Osiride, Horus
Il ramo d'oro di William Turner
Rappresentazione di Ermete Trismegisto, pavimento cattedrale di Siena (sec. XV)
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