Allan Kardec il codificatore dello spiritismo

Allan Kardec
Pedagogista, filosofo e codificatore dello spiritismo

Il suo vero nome era Ippolito Rivail, ed era figlio d'un magistrato della Corte d'Appello di Lione; costui, dotto ed intelligente desiderava che il figlio divenisse un uomo pratico, perciò lo mandò a Yverdun in Svizzera per studiare sotto la guida del celebre pedagogista Pestalozzi (1). Allievo studioso, assiduo, corretto, dallo spirito freddo ma acuto, divenne il miglior discepolo del maestro, che egli suppliva perfino nella direzione della sua famosa casa di educazione.
Ad Yverdun il futuro Allan Kardec acuì le sue migliori qualità: lo spirito d'ordine, di sintesi necessario alle vaste elaborazioni intellettuali, e la logica stringente con la quale tutte le sue opere sono condotte. Nel 1830 il futuro fondatore dello spiritismo s'installava à Parigi, in via Sevres, e vi fondava un istituto, in cui egli impartiva l'insegnamento secondo il metodo del Pestalozzi. Le sue lezioni ebbero voga. Reputato eccellente grammatico, aveva dato alla Francia l'indirizzo per migliorare gii studii pedagogici; sapeva, salvo il russo, tutte le lingue parlate in Europa; aveva seguito i corsi di legge e di medicina, ed era divenato possente magnetizzatore alla scuola del Mesmer (2).
Alcune sue opere didattiche, come una grammatica ed un'aritmetica, divennero libri di testo nelle scuole francesi. In quel tempo a Parigi uomini eminenti come Sardou padre, Victorien Sardou (3) il commediografo, l'ambasciatore Fiedman-Mashtèse, l'accademico Saint-René Taillandier ed altri si occupavano dei fatti spiritici allora importati dall'America e facevano esperienze serie e metodiche, con l'aiuto di mediums tiptologici (4), veggenti, sonnambuli, auditivi e psicografì (5). Durante cinque anni questi investigatori riunirono resoconti di sedute, comunicazioni di spiriti, scritture medianiche, e via dicendo; e volendo dare a tutto questo materiale un tutto organico, si rivolsero al celebre professore Rivail. Questi dapprima sorrise dei pretesi fenomeni, e dubitò; ma appunto per questo volle rendersene securo conto. Ai primi risultati si convinse trattarsi di relazioni fra noi ed un mondo nuovo, di una filosofìa sublime d'accordo col buon senso e con la ragion pura. Allora si votò a un penoso lavoro di compilazione. Col suo spirito di indagine, la sua intelligenza eletta ed attiva, e sotto l'impulso di una ferrea volontà, classificò ed ordinò tutto quel materiale. Con questi criteri fu elaborato da lui il primo Livre des esprits firmato Allan Kardec, cioè col nome clie gli spiriti imposero al Rivail. L'autore attese con trepidazione il giudizio sul suo primo saggio, che in pochi mesi dovette ristamparsi. Una società spiritica fu fondata e fu nominato presidente Allan Kardec, che la diresse con molto acume. Raccolto nuovo materiale, ampliò Le livre des esprits, che è ormai alla sua quarantesima ediziono e tradotto in quasi tutte le lingue. Vennero poi a mano a mano: Le livre des mediums, L'évangile selon le spiritisele, Le ciel et l'enfer. La Genèse, Qu'est-ce que le spiritismeì. Le spiritisme à sa plus simple expression, Résumé de la loi des phénomenes spirites, Caractère de la révélation spirite, Voyage spirite, Bible spirite; fondò poi la Revue spirite nel 1858.
Morì nel marzo 1830, e sulla sua bara pronunziò il necrologio Camillo Flammarion (6). La teoria kardecchiana, che è ancora quella che conta il maggior numero di seguaci, mette capo a Dio, che è definito «l'intelligenza superiore, causa di tutte le cose».
 

Gli spiriti per lui non sono immateriali, ma incorporali, poi che hanno anch'essi una speciale materia quintessenziata, fiamma, luce, scintilla; di più questo nucleo è a sua volta inviluppato in una sostanza vaporosa, parte del fluido onde ogni pianeta è involto. Lo spirito così costituito, avvolto cioè nel suo perispirito, si muove con la rapidità del pensiero, e si trasporta da un pianeta all'altro con la massima faciltà, non potendo però manifestarsi contemporaneamente in due punti diversi.
Sono dotati di sensibilità squisitissima e la loro vista non conosce limiti né ostacoli, passando i corpi solidi. I loro rapporti scambievoli sono molto più completi che non siano quelli fra gli uomini, poi che, per la squisitezza appunto dei loro sensi, non si possono nascondere né i loro pensieri né la loro materia; si accomunano o si sfuggono seguendo la loro spirituale simpatia; conversano fra loro ed hanno voce materiale. Non tutti gli spiriti hanno la medesima intelligenza, ma vi è fra loro gerarchia. Gli spiriti al momento della loro creazione sono semplici, cioè ignoranti, ma perfettibili, il che vuol dire che devono passare attraverso una serie di prove. Vi sono quelli che superano più rapidamente queste prove ed arrivano al sommo della scala, come quelli che, non subendo con sommissione le prove cui sono sottoposti, ritardano il loro avanzamento. 

Gli spiriti che ancora non si sono spogliati delle vili passioni sono quelli che stanno al basso della scala, e che più comunemente entrano in comunicazione con gii uomini, dicendo loro delle sciocchezze, perché, come si é detto, sono ignoranti, e compiacendosi a rendere tangibile il loro peri-spirito coi fenomeni di materializzazione; gli spiriti perfettissimi non entrano mai in rapporto con gli uomini. Quelli che ci danno delle comunicazioni appartengono, dunque, alla bassa gerarchia spiritica, e, se non ci dicono cose di grandissima importanza, ciò dipende dal fatto che le loro conoscenze sono limitate, aumentando a misura che la loro perfezione progredisce, e dal fatto che essi non hanno parole comprensibili da noi, perché corrispondenti ad idee che non abbiamo. Gli spiriti, secondo la teoria kardecchiana, sono soggetti ad una specie di metempsicosi, perché possono incarnarsi più volte, ma mai passare attraverso il corpo d'un animale inferiore. Le incarnazioni si compiono indifferentemente nel nostro ed in altri pianeti; dal che risulta essere i pianeti abitati da spiriti più o meno evoluti. Anche i pianeti seguono la legge di perfettibilità; il nostro è ancora in istato inferiore, quando migliorerà, i nostri spiriti si troveranno involti in un corpo meno spesso e grossolano. Gli spiriti non si disinteressano dell'umanità, ma influiscono sui nostri pensieri, i buoni consigliandoci al bene, i cattivi al male. Gli spiriti possono essere evocati o presentarsi spontaneamente, rendendo sensibile il loro peri-spirito.

(1) Johann Heinrich Pestalozzi (Zurigo, 12 gennaio 1746 – Brugg, 17 febbraio 1827) è stato un pedagogista e riformista svizzero. Pestalozzi è noto come educatore e riformatore del sistema scolastico ma era anche filosofo e si dedicò alla politica.
(2) Franz Anton Mesmer (Moos, 23 maggio 1734 – Meersburg, 5 marzo 1815) è stato un medico tedesco. Laureato in medicina e filosofia a Vienna, svolse la sua attività in Austria, Germania e Francia, a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.
(3) Victorien Sardou (Parigi, 5 settembre 1831 – Parigi, 8 novembre 1908) è stato un drammaturgo francese, oggi ricordato per le sue creazioni che ispirarono celebri libretti d'opera fra cui La Tosca (1887) su cui è basata l'opera Tosca (1900) di Giacomo Puccini, e Fédora (1882) e Madame Sans-Gêne (1893) che fornirono i soggetti per i drammi lirici Fedora (1898) e Madame Sans-Gêne (1915) di Umberto Giordano.​
(4) Tiptologia è la forma più semplice di ricezione delle "comunicazioni" di tipo medianico, e consiste nella traduzione in parole e in frasi dei colpi battuti dai piedi di un tavolo o di altro mobile.
(5) Psicografi sono dei medium che riescono a farsi contattare dalle anime di persone decedute per via scritta.
(6) Nicolas Camille Flammarion, più conosciuto col nome di Camille Flammarion (Montigny-le-Roi, 26 febbraio 1842 – Juvisy-sur-Orge, 3 giugno 1925), è stato un astronomo, editore e divulgatore scientifico francese, autore prolifico di più di cinquanta opere, tra le quali guide divulgative popolari di astronomia e romanzi scientifici anticipatori della fantascienza.​

Tratto da Armando Pappalardo, Dizionario di scienze occulte, Milano, U. Hoepli, 1922

Sulla lapide è stata scolpita la frase «Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: tale è la legge»
(«Naître, mourir, renaître encore et progresser sans cesse, telle est la Loi»).
Foto montaggi



 


Immagine di copertina, seduta spiritica

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