Il Torrino alla Specola

Il Torrino della Specola (visita guidata per i più piccoli) fu progettato da Niccolò Maria Gaspero Paoletti (1), architetto per le costruzioni granducali, verso la fine del XVIII secolo. La costruzione richiese il consolidamento delle strutture preesistenti con adeguamento delle mura perimetrali di base su cui poggia l'osservatorio, la sostituzione dei pavimenti in legno con volte e la trasformazione degli spazi di supporto in forma ottagonale. Al di sotto della cima del Torrino furono realizzati spazi per la ricerca astronomica e scientifica, inclusa la sala della meridiana.
L'osservatorio divenne effettivamente operativo solo nel 1807 con la nomina del professore di Astronomia Domenico De Vecchi. Era dotato di strumenti rispettabili, alcuni locali e altri acquistati dai migliori produttori europei, ma non godeva di una posizione logistica ideale, come indicato in un rapporto di De Vecchi che sottolineava come, nonostante l'aspetto elegante, la costruzione non fosse né la più vantaggiosa per le osservazioni né la più comoda per l'osservatore. L'osservatorio soffriva di un orizzonte ostruito da edifici e colline circostanti, e l'idea iniziale di posizionarlo lì non aveva funzionato bene.
La sfortunata scelta della posizione dell'osservatorio fu fatta dal direttore Felice Fontana che voleva concentrare tutte le scienze in un unico edificio. Il vicedirettore Giovanni Fabbroni propose invece di costruire la Specola (visita guidata per adulti)sulla collina di Boboli (visita guidata per bambini), seguendo l'esempio di molti altri paesi dove gli osservatori erano costruiti al piano terra su colline fuori dai centri urbani, piuttosto che nella tradizione di collocarli in cima agli edifici nelle città.
Un'altra grande limitazione nella realizzazione del Torrino fu l'affidamento dei lavori all'architetto granducale senza il coinvolgimento di un astronomo. Successivamente si cercò di apportare correzioni ascoltando pareri tecnici, ma furono possibili solo piccoli aggiustamenti. Nel corso dell'Ottocento, l'osservatorio fu diretto da scienziati di fama come Jean-Louis Pons, Giovan Battista Amici e Giovan Battista Donati. Fu quest'ultimo a promuovere il trasferimento della ricerca astronomica alla collina di Arcetri, ritenendo la posizione della vecchia Specola inadeguata per gli studi moderni.
Presso l'osservatorio fiorentino furono effettuati studi di grande interesse, descritti negli "Annali dell'Imperial Museo di Firenze" e nelle "Observations astronomiques à Florence" di Pons, che attirarono l'attenzione della comunità scientifica internazionale. Nel corso degli anni, dal Torrino della Specola furono scoperte tre nuove comete (2) da Donati, una delle quali fu osservata e studiata anche da Giovan Battista Amici.
L'osservatorio era costituito da vari ambienti con il fulcro nella sala della meridiana, per l'osservazione dei corpi celesti, e nella sala superiore ottagonale, per le osservazioni del cielo a 360 gradi. Inoltre, venivano raccolti dati meteorologici che proseguivano le osservazioni dell'Accademia del Cimento (3) tra il 1654 e il 1670, coprendo periodi dal 1797 al 1808 e dal 1832 al 1854.
Nel XX secolo, con la permanenza solo delle discipline zoologiche nel palazzo della Specola, l'osservatorio astronomico subì un lungo periodo di abbandono e la strumentazione originaria fu rimossa.

(1) Gaspare Maria Paoletti è stato un architetto e scultore italiano, tra i principali esponenti dello stile neoclassico in Toscana.
(2) La prima il 3 giugno 1855, una il 10 novembre 1857 e una il 2 giugno 1858
(3) L'Accademia del cimento è stata la prima associazione scientifica a utilizzare il metodo sperimentale galileiano in Europa. Fu fondata a Firenze nel 1657.

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