I Rosa-Croce

Nell'ombra dei secoli si cela un mistero avvolto nei numeri segreti degli illuminati pensatori. I Templari, custodi delle verità arcane, non si persero con gli Alchimisti, ma invece continuarono il loro oscuro cammino nella ricerca della sintesi suprema dell'essere. Nell'oscurità delle origini dei Rosa-Croce, alcuni credono che i Gesuiti, ansiosi di acquisire il potere dell'Ordine, cercassero di assoggettarlo alle loro trame, sperando di ottenere ricchezza infinita.
Le storie narrano di Ugo de' Paganis, fondatore dei Templari, che, frugando fra le rovine, trovò un cofano contenente il segreto per la Grande Opera, tramandato da Salomone attraverso Hiram-Abiff. Altri ancora ritengono che i Rosa-Croce traggano le loro origini da antichi simboli gnostici, forse rinvenuti in un libro di Jacopo Typot o concepiti dalla fervida immaginazione di Giovanni Valentino Andrea.
In un'epoca permeata di misteri, Andrea immaginò l'Ordine della Rosa-Croce come un rifugio per coloro che cercavano la vera sapienza. Le sue opere fecero eco in Europa, dando vita a un'atmosfera di fervente ricerca e speculazione. Roberto Fludd, sotto lo pseudonimo di "Robertus de Fluctibus," difese apertamente l'Ordine nel 1616, contribuendo a diffondere la sua influenza.
Mentre il segreto dell'Ordine si diffondeva, alcuni si unirono nell'opera di esplorare la natura e i suoi segreti, ispirati dalla visione di Bacone da Verulamio. La Nuova Atlantide, un'opera visionaria, racconta di un'isola sconosciuta, Bensalem, con la Casa di Salomone dedicata alla ricerca scientifica.
In questo intricato labirinto di conoscenza, Elias Ashmole, antiquario e Massone, fu accolto nell'Ordine dei Rosa-Croce nel 1646. L'Ordine prosperò, mantenendo i suoi segreti, come le colonne su cui Ermete aveva inciso gli elementi delle scienze.
I Rosa-Croce di Herodon de Kilwinning, dichiarandosi derivati da un antico Ordine scozzese, seguirono un percorso quasi esclusivamente religioso, cercando di riportare il Cristianesimo alle sue radici morali. In questo intricato intreccio di fedi, filosofie e misteri, l'Ordine dei Rosa-Croce persiste come custode di segreti antichi, sempre nel velo dell'oscurità.

- Custodi delle verità arcane, i Templari persistono nel tempo dopo la scomparsa degli Alchimisti, dedicandosi alla ricerca della sintesi suprema dell'essere.
- Influenza Gesuita: Alcuni credono che i Gesuiti, riconoscendo l'importanza dell'Ordine dei Rosa-Croce, cercarono di sottometterlo per ottenere potere e ricchezza illimitati.
- La leggenda narra che Ugo de' Paganis, fondatore dei Templari, rinvenne un cofano contenente il segreto della Grande Opera durante la ricostruzione del palazzo donatogli da Baldovino II.
- Simboli Gnostici e Libro di Jacopo Typot, l'origine dei Rosa-Croce potrebbe risiedere in simboli gnostici o nel libro di Jacopo Typot, che presenta una tavola con una croce sormontata da un pellicano.
- Visione di Giovanni Valentino Andrea, nel XVII secolo, Giovanni Valentino Andrea immaginò l'Ordine come un rifugio per coloro che cercavano saggezza e bene, pubblicando opere come “La riforma universale del mondo intero con la fama fraternitatis dell’Ordine rispettabile della Rosa-Croce.”
- Roberto Fludd, sotto lo pseudonimo "Robertus de Fluctibus," difese apertamente l'Ordine nel 1616, contribuendo alla sua diffusione e influenza.
- La visione di Bacone da Verulamio, espressa nella "Nuova Atlantide," ispirò studiosi come Elias Ashmole a cercare la sapienza attraverso lo studio della natura.
- Ordine dei Rosa-Croce di Herodon de Kilwinninga, un'istituzione afferma derivare da un antico Ordine scozzese, orientandosi verso un carattere quasi esclusivamente religioso, mirando a ricondurre il Cristianesimo alle sue origini morali.
- Segretezza e Simboli: L'Ordine dei Rosa-Croce mantiene la sua segretezza, con simboli e allegorie che esprimono la loro dottrina, mentre i membri condividono un legame fraterno e la ricerca della conoscenza.
- Influenza Continua: Nonostante tentativi di manipolazione da parte dei Gesuiti, l'Ordine dei Rosa-Croce persiste come custode di antichi segreti, unendo fede, filosofia e mistero nell'oscurità dei secoli.
 

Un ipotetico ritratto ottocentesco di Hugues de Payens, di Henri Lehmann, 1841 (Reggia di Versailles, Parigi)
Fig. 1, Jacobi Tipotii simbola divina et humana pontificum, imperatorum, regum
Fig. 1, Jacobi Tipotii simbola divina et humana pontificum, imperatorum, regum
Fig.2, Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz
Fig. 3, Robert Flud
Fig. 4, Michele Mayer o Maier
Fig. 5, Francesco Bacone Illustrazione dal Sylva sylvarum
"Provando e riprovando", il motto dell'Accademia rappresentato nella Tribuna di Galileo alla Specola di Firenze
Croce sormontata da una rosa, incisione dal Summum Bonum di Robert Fludd (1629), che riporta la scritta in latino «Dat Rosa Mel Apibus», uno dei motti ermetici dei Rosacroce, che significa «la rosa dà il miele alle api»
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