Rina Lucci la Regina nel 1905

Rina Lucci la "Regina dei Mercati" nel 1905
 

Il 1905 è stato un anno molto importante per Firenze, ci furono molte manifestazioni ed eventi che in qualche modo cambiarono uno stile di vita consolidato, un esempio su tutti: il restauro del Palazzo dell'Arte della Lana, dietro la Chiesa di Orsanmichele.  Per festeggiare l'arrivo della primavera, come solo i fiorentini sanno fare, vennero organizzate degli eventi straordinari: Feste dei fiori, corse ai cavalli, serate di gala al teatri Niccolini e alla Pergola, una tombola popolare in piazza della Signoria, un grande ballo in maschera e soprattutto manifestazioni in onore delle "Regine dei Mercati". In quest'anno la corona venne vinta dalla figlia di un pizzicagnolo del Mercato Centrale, scolara delle leopoldine e di soli quindici anni.

 

Pubblicità del Negozio del padre di Rina


Mercato Centrale

 

Dopo un'elezione molto difficile e contrastata da una graziosa erbivendola, la splendida Rina Lucci vinse con netto distacco e sfilò in abiti regali, applauditissima per le vie del centro, al suono di una marcia trionfale composta, appositamente per la festa, dal maestro Ranfagni, raggiungendo infine il teatro la Pergola dove venne incoronata, con una splendida corona gigliata. 
Il 18 maggio arrivarono a Firenze, accompagnate dalle relative madri, anche le regine di Milano e Torino, Maria Nulli e Rosa Pio Ferro. Quest'ultima, ventenne, lavorava nella macelleria paterna, ma di lei, scrisse un cronista: "lo spettacolo quotidiano del sangue e della carne non le ha menomamente guastato il carattere che è uno dei più soavi...". Le tre bellezze parteciparono a feste e balli, e pure alla mostra delle botteghe illuminate del mercato, dove la calca della folla era cosi tanta che i borseggiatori andarono a  nozze.

 

Rina Lucci Regina del Mercato Centrale


Rina Lucci con la corona gigliata​
 

[...]Fu poi la volta di Firenze che incorono Rina Lucci, regina del mercato di verdura a Sant'Ambrogio[1]. Roma volle strafare e pretese ben tre reginotte scelte tra le più seducenti modelle della Capitale da una Giuria di cui facevan parte gli scultori Monteverde e Cifariello, Bernardina Projetti, Cecchina Bellicotti e l’appena sedicenne — che oggi sarebbe respinta con ludibrio — Lodovica Meis nel 1955​

[1] Chi scrisse l'articolo sbagliò anche il mercato perchè era quello di San Lorenzo o Mercato Centrale.

La « Tribuna » nel 1955 scrisse: «La classe delle reginotte minaccia di diventare troppo numerosa. Si dimentica che la rarità e il massimo coefficiente di valore. Quando ogni citta avrà la sua regina, i cittadini sbadigleranno di noia e la gente chiuderà le finestre per non vederla, la festa non avrà più alcun prestigio e la corona diventerà un nonvalore. Chi ci libererà dalle reginette?».
 

Le tre Regine dei mercati

Le tre "Regine dei Mercati"
​Torino, Firenze e Milano



Le tre Regine

Da sinistra: Maria Nulli, Rina Lucci e Rosa Pio Ferro​

le tre Regine

La milanese Maria Nulli e Rosa Pio Ferro da Torino ed al centro Rina Lucci​
 

Altri articoli
Chi era Federico Bobini? Parte prima
Chi era Federico Bobini? Parte prima

Nato da una famiglia umile ma onesta, Federigo Bobini ebbe fin dall'adolescenza un carattere assai difficile.

Spese matrimoniali di Filippo
Spese matrimoniali di Filippo

Il buon Filippo ricorda molto bene quanto ha preso come dote dalla famiglia della dolce Bartolommea.

Opimia
Opimia

Nel contesto dell'evoluzione della scultura moderna, e ha contribuito ai dibattiti critici tra la rappresentazione di idee nobili e il naturali.

Dialogo tra Dante e Boccaccio
Dialogo tra Dante e Boccaccio

Nonostante le sfide e le domande rimaste senza risposta, l'incontro rafforza il loro legame e il loro reciproco rispetto.