Dagli Uffizi al MAF

Gli Etruschi e il loro ruolo significativo a Firenze nel corso del tempo.

Gli Etruschi hanno svolto un ruolo di grande importanza nella storia di Firenze. Le celebrazioni toscane legate a questa antica civiltà hanno sempre avuto un posto di rilievo nella cultura e nell'identità della regione. Tuttavia, la comprensione di questa civiltà è stata ostacolata dalle sfide legate alla natura peculiare dei materiali disponibili per la ricerca e lo studio.
È stato solo nel corso del Settecento, con l'ascesa dei Lorena, che si è iniziato a riflettere seriamente sull'importanza di questo popolo a Firenze. Questo interesse è stato stimolato dall'arrivo di importanti collezioni provenienti dal Gran Ducato. Due delle collezioni più significative sono state quelle di Galluzzi di Volterra e Bucelli di Montepulciano (1).
L'influenza del territorio ha indotto i regnanti a riflettere sull'eredità e sulla popolazione etrusca. Questo ha portato alla fondazione dell'Accademia della Colombaria, un'istituzione dedicata allo studio e alla ricerca sugli Etruschi. Un notevole contributo a questo campo di studio è stato l'opera di Thomas Dempster (2), commissionata da Cosimo II dei Medici (3) nel Seicento. Questo importante lavoro è stato poi ritrovato nel 1723-1724 e pubblicato a Firenze con l'aiuto di Filippo Buonarroti (4). La pubblicazione, arricchita da 79 tavole, rappresenta la prima rappresentazione visiva degli Etruschi e ha avuto un'influenza duratura sul lavoro degli illustratori successivi.
Durante il periodo dei Medici, gli oggetti etruschi presenti nelle collezioni erano relativamente pochi e il loro valore spesso dipendeva dalle iscrizioni che confermavano la loro origine etrusca. Tuttavia, con l'istituzione delle Gallerie degli Uffizi da parte di Francesco I (5), gli oggetti etruschi sono stati dispersi in varie parti della galleria, senza una collocazione specifica.
È stato solo con il passaggio ai Lorena nel 1737 che si è riconosciuta la necessità di una sintesi accurata per comprendere meglio ciò che era autenticamente etrusco nella collezione. È interessante notare che anche i vasi di produzione attica, di origine greca, venivano considerati parte dell'eredità etrusca. Questo ha reso necessaria un'attenta valutazione della presenza autentica etrusca nelle Gallerie degli Uffizi.
Immediatamente dopo l'arrivo del Museo Bucelli, sono stati avviati lavori nella loggetta per cercare una sistemazione per tutti questi oggetti, in particolare le urne e le tegole che non potevano essere collocate all'interno del palazzo. La loggetta del Buontalenti, situata sopra la loggia dei Lanzi, era una terrazza pensile che è stata utilizzata per questo scopo. Inoltre, sono state realizzate opere di grande rilievo per gli Uffizi, come ad esempio la Gallerie de Florence, un'opera mastodontica in quattro volumi che si occupava anche delle opere etrusche presenti nella collezione. È interessante notare che si stava parlando della Galleria degli Uffizi, che conteneva ormai un considerevole numero di opere d'arte etrusche. C'era quasi un museo etrusco nella loggetta. Inoltre, i grandi bronzi sono stati trasferiti nel gabinetto dei bronzi antichi, di cui avete certamente sentito parlare, mentre il gabinetto delle terre, con i vasi ancora considerati etruschi, ma in realtà di produzione greca, è stato mantenuto.

Proseguendo nel tempo, con il nuovo direttore Tommaso Puccini (6) nel 1796 , si è iniziato a modificare nuovamente la situazione. Il gabinetto delle terre, che ospitava i vasi etruschi, è stato spostato in una stanza vicino alla loggetta e sono stati avviati nuovi lavori nella loggetta stessa. Nel frattempo, continuavano ad essere effettuati acquisti di oggetti etruschi dal territorio, che venivano aggiunti alla collezione. Nel 1835, quando Migliarini (7) divenne il regio antiquario delle collezioni degli Uffizi, ebbero luogo importanti contatti nell'ambiente antiquario, soprattutto nel campo archeologico.
Quando si analizza la storia della Galleria degli Uffizi e la sua relazione con la collezione etrusca, emerge un quadro interessante. Nel corso degli anni, ci sono stati cambiamenti significativi nel modo in cui gli oggetti etruschi sono stati esposti e considerati all'interno della galleria. Questi cambiamenti sono spesso influenzati da vari fattori, come il direttore in carica, gli acquisti di nuovi oggetti e le tendenze nel campo dell'etruscologia. 

Un altro momento rilevante fu nel 1835, quando il Migliarini assunse il ruolo di regio antiquario delle collezioni degli Uffizi. Questo evento è particolarmente importante perché avvenne in un periodo di grande fervore nell'etruscologia, con importanti scoperte e un mercato antiquario in piena espansione. Inoltre, una mostra a Londra contribuì a diffondere la conoscenza degli Etruschi non solo in Inghilterra, ma anche in Europa.
Nonostante questi momenti di grande interesse per gli Etruschi, la Galleria attraversò anche periodi in cui la collezione etrusca sembrava essere un po' trascurata. Dopo il 1837, si può notare un calo nell'attenzione dedicata agli oggetti etruschi, anche se vengono ancora menzionati nelle guide.
Successivamente, si giunse a un nuovo allestimento della collezione etrusca, con i reperti etruschi spostati all'inizio del corridoio che porta a Pitti. Questo nuovo posizionamento rappresentò un cambiamento significativo nell'organizzazione degli oggetti etruschi all'interno della galleria.
Tuttavia, il desiderio di gestire opere molto diverse e che non rispecchiavano appieno i canoni di classicità che erano stati seguiti nella Galleria degli Uffizi era molto forte. Di conseguenza, si propone la separazione del Museo Etrusco dalla Galleria. Così, viene istituito nel 12 Marzo 1871 il Museo Nazionale, inizialmente situato in via Faenza. Dal 1880 è situato in piazza della Santissima Annunziata a causa del poco spazio disponibile. Questa decisione deriva dalla volontà di preservare l'integrità delle arti belle e di dedicare uno spazio specifico alle opere etrusche, riconoscendo la loro importanza e unicità. Il Museo Nazionale rappresenta, quindi, un punto di riferimento per la comprensione della cultura etrusca e un testimone del continuo interesse e impegno verso questa antica civiltà.

(1) Galluzzi di Volterra e Bucelli di Montepulciano sono i nomi delle importanti collezioni di oggetti etruschi provenienti dal Gran Ducato che arrivarono a Firenze durante il periodo dei Lorena. Queste collezioni contribuirono a stimolare l'interesse per gli Etruschi e portarono alla riflessione sul museo etrusco agli Uffizi.
(2) Thomas Dempster fu uno studioso e antiquario scozzese del XVII secolo. Su commissione di Cosimo II dei Medici, scrisse un'opera importante sulle antichità etrusche. Il suo lavoro, pubblicato a Firenze con l'aiuto di Filippo Bonarroti, contribuì a gettare luce sulla civiltà etrusca e influenzò il lavoro degli illustratori successivi.
(3) Cosimo II dei Medici fu un granduca di Toscana nel periodo del Seicento. Commissionò l'opera di Thomas Dempster sulle antichità etrusche, dimostrando un interesse significativo per la cultura e la storia degli Etruschi.
(4) Filippo Bonarroti fu un collaboratore di Thomas Dempster nella pubblicazione dell'opera sulle antichità etrusche. Il suo contributo fu fondamentale per la realizzazione e la pubblicazione del manoscritto, che rappresentò la prima rappresentazione visiva degli Etruschi.
(5) Francesco I fu un granduca di Toscana nel periodo dei Medici. Durante il suo regno, istituì le Gallerie degli Uffizi, che ospitavano anche oggetti etruschi. La dispersione degli oggetti etruschi all'interno delle Gallerie senza una collocazione specifica avvenne durante il suo periodo di governo.
(6) Tommaso Puccini (Pistoia, 5 aprile 1749 – Firenze, 14 marzo 1811) è stato un gallerista italiano. Fu direttore delle Gallerie fiorentine, Sovrintendente alle Belle Arti, direttore dell'Accademia di belle arti di Firenze. Fu un profondo conoscitore della storia dell'arte, scrittore e teorico delle arti in genere.
(7) Arcangelo Michele Migliarini (Roma, 25 dicembre 1779 – Firenze 14 settembre 1865). Studioso di antiquaria e arte antica. Solo nel 1841 è nominato ufficialmente Conservatore delle Antichità. In trenta anni il Migliarini compie il lavoro di ordinamento e catalogazione: alcuni suoi volumi sono consultati ancora oggi.

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