Il Ciclo della Vera Croce

Il ciclo della Vera Croce di Piero della Francesca.
Un capitolo fondamentale nella storia dell'arte italiana.
Una serie di affreschi sono conservati nella Cappella Maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo.

Il ciclo della Vera Croce dipinto da Piero della Francesca nel V decennio del Quattrocento rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell'arte italiana, incarnando la quintessenza della cultura umanistica e rinascimentale.
Il tema tratto dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, sebbene non comune nell'iconografia artistica italiana, è stato magistralmente affrontato da Piero della Francesca. Quest'ultimo ha voluto tracciare un percorso attraverso l'intera storia dell'umanità, partendo dalla morte di Adamo, il primo uomo sulla Terra, per poi narrare la storia di Costantino, il suo sogno profetico, la battaglia di Ponte Milvio e l'avvento di un'era cristiana.
Una parte significativa di questo ciclo di affreschi è stata riportata alla luce solo in tempi recenti, durante il restauro epocale equiparabile a quello della Cappella Sistina. La scoperta di questo cielo astronomico ha proiettato una nuova luce sulla cultura di Piero della Francesca, riconosciuto dalle fonti contemporanee non solo come un grande pittore, ma anche come un matematico di prim'ordine.
Il suo trattato più celebre è certamente "De Prospectiva Pingendi" (2), il primo testo teorico dedicato interamente ai procedimenti prospettici, illustrato dallo stesso Piero. Gli altri trattati includono un libro d'abaco sul calcolo e il prezioso "Libellus de Quinque Corporis Regularibus". Senza il contributo di Piero, lo sviluppo della scienza non avrebbe conosciuto lo stesso impulso, frenando quel processo di matematizzazione che caratterizza la seconda metà del Quattrocento e il primo Cinquecento.

(1) Legenda Aurea venne compilata da Jacopo da Varazze nel XIII secolo, è una raccolta agiografica fondamentale, essenziale per interpretare simbologie e iconografie religiose.
(2)  Il "De prospectiva pingendi" di Piero della Francesca, trattato sulla prospettiva in volgare, risale alla tarda maturità dell'artista, probabilmente tra gli anni '60 e '80 del Quattrocento.


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