Il Crociato Cacciaguida

Il Crociato Cacciaguida
Le testimonianze e i documenti che confermano la sua esistenza

Cacciaguida e Dante Alighieri si incontrano in Paradiso (Divina Commedia)
Giovanni di Paolo, Dante e Cacciaguida, miniatura, anni '40 del XV secolo.

 

Il 28 aprile 1131, "Cacciaguida filius Adami" fu testimone in un contratto d’affitto di un pezzo di terra presso la porta della Badia Fiorentina, confermando così l'esistenza del trisavolo di Dante. Non è noto se Cacciaguida abbia mai ricevuto l'investitura a cavaliere da Corrado III o se abbia effettivamente partecipato alla crociata e subito il martirio in Terrasanta, come raccontato da Dante nel canto XV del Paradiso. Tuttavia, le coincidenze di tempi e luoghi sono evidenti: Corrado visitò l'Italia e la Toscana nel 1128, proclamò la crociata tra il '46 e il '48, e morì nel 1152. Nel 1189, Cacciaguida era già deceduto, come testimoniato da un secondo documento riguardante una controversia tra i suoi figli Preitenitto e Alighiero riguardo al taglio di un fico presso la Chiesa di San Martino del Vescovo, vicino alle case di Dante e alla porta della Badia.
Le informazioni su Cacciaguida sono limitate; le uniche fonti dirette che confermano la sua esistenza sono due documenti del 1189 e del 1201. Altre notizie su di lui sono state tramandate indirettamente da Dante, che lo descrive nel Paradiso. Cacciaguida è il capostipite degli Elisei Alighieri, anche se il nome della famiglia deriva dalla moglie di Cacciaguida, una donna originaria della "Val di Pado" che, secondo Boccaccio e altri antichi commentatori, potrebbe provenire da Ferrara. Dante menziona che Cacciaguida ebbe due fratelli, Moronto ed Eliseo. Cacciaguida fu nominato cavaliere da Corrado III di Svevia e lo accompagnò durante la seconda crociata (1147-1149), nella quale perse la vita. La data di nascita e morte di Cacciaguida sono ancora oggetto di dibattito e interpretazione. La data di nascita comunemente accettata dalla critica letteraria è il 1091, determinata tramite calcoli scientifici di Guido Horn D'Arturo (2) dopo secoli di dibattito.
Per quanto riguarda la data di morte, la questione principale riguarda l'identificazione dell'imperatore Corrado: Pietro Alighieri (2) lo confonde con Corrado II il Salico, mentre altri suggeriscono che Dante potrebbe aver commesso un errore, poiché Corrado III non visitò mai l'Italia come imperatore. Tuttavia, coloro che sostengono l'identificazione di "lo 'mperador Currado" con Corrado III argomentano che egli visitò l'Italia per la sua lotta per l'incoronazione contro Lotario II di Supplimburgo, e che è possibile che Cacciaguida abbia preso parte alla seconda crociata, nella quale trovò la morte, probabilmente durante la ritirata dell'esercito cristiano. Pertanto, la critica concorda nel considerare quel misterioso Corrado come lo zio di Federico Barbarossa.

Il ruolo di Cacciaguida nella Commedia:
Durante il viaggio di Dante nel Paradiso, egli incontra il suo antenato Cacciaguida mentre attraversa il cielo di Marte, luogo in cui risiedono le anime dei combattenti per la fede. L'incontro con l'avo occupa tre canti (dal XV al XVII) della terza cantica della Divina Commedia. Oltre alla loro rilevanza dal punto di vista politico, poiché offrono dettagli sul "nobile e potente casato" degli Elisei Alighieri (3) e sulla Firenze del XII secolo, i tre canti sono ancora più significativi dal punto di vista morale. Cacciaguida, crociato di fede, esprime l'indignazione di Dante nei confronti della corruzione che ha colpito Firenze, richiamando l'antica purezza dei costumi. Inoltre, Cacciaguida rivela a Dante altre profezie post-eventum che gli sono state rivelate durante il viaggio ultraterreno, compresa la profezia dell'esilio futuro. Questo sprona il trisnipote a rivelare ciò che ha visto nei tre regni visitati, nonostante l'opposizione dei parenti dei dannati incontrati da Dante.
 

(1) Guido Horn d'Arturo (Trieste, 13 febbraio 1879 – Bologna, 1º aprile 1967) è stato un astronomo italiano.
(2) Pietro Alighieri (Firenze, 1300 – Treviso, 21 aprile 1364) è stato un magistrato e critico letterario italiano, noto per essere stato figlio di Dante Alighieri e di Gemma Donati.
(3) Della famiglia Elisei si hanno tracce fin dal 1100, quando Cacciaguida degli Elisei il trisavolo del poeta Dante Alighieri, sebbene vi sia la leggenda che sia stata fondata da un tal Eliseo dei Frangipani di Roma, trasferitosi a Firenze dopo le devastazioni di Totila.



la Crociata in Terrasanta porterà alla morte l'antenato di Dante Cacciaguida

Nella Firenze medievale Cacciaguida fa delle Profezie sull'Esilio di Dante

 

Vestito cavagliere da Corrado III di Svevia durante la Seconda crociata

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