Villino Broggi Caraceni

Il villino Broggi-Caraceni, Via Scipione Ammirato 99, è una perla dell'architettura modernista a Firenze, esempio significativo delle sperimentazioni artistiche del primo Novecento. Fu eretto nel 1911 dall'impresa Pietro Gherardelli per Enrico Broggi, un borghese benestante di Firenze, e prese il nome non solo dal suo primo committente ma anche da Domenico Caraceni (1), famoso sarto che lo acquisì nel 1929. Nel corso degli anni, l'edificio ha visto vari proprietari, tra cui la famiglia Cristiani che si occupò di un importante restauro.
Architettonicamente, il villino si distingue per un linguaggio formale che si allontana dalla tradizionale tipologia del villino fiorentino, avvicinandosi alle correnti Art Nouveau e alle innovazioni di Victor Horta e dei fratelli Delune. Le influenze si manifestano nella dinamicità delle forme, come nella torretta angolare e nei balconi ondulati che rompono la monotonia della facciata, nonché nella struttura interna, dove una scala elicoidale emerge sotto un lucernario adornato da un ragno che tesse la sua tela, simbolo di una creatività senza confini.
L'artista Galileo Chini (2), celebre per le sue decorazioni pittoriche, insieme a Angiolo Vannetti (3) per gli stucchi, alle officine Michelucci (4) di Pistoia per i ferri battuti, e Ezio Giovannozzi (5) per le vetrate policrome, ha arricchito l'edificio con decorazioni che non sono mere aggiunte, ma parti integranti dell'architettura stessa, espressioni di un'estetica moderna e innovativa. Nonostante un periodo di abbandono negli anni cinquanta e i danni subiti durante l'alluvione del 1966, il villino è sopravvissuto ed è stato restaurato nel 2005, recuperando gli apparati decorativi pittorici, le ceramiche, le vetrate e la cancellata su via Scipione Ammirato, ricostruita fedelmente dai disegni originali sotto la direzione dell'architetto Daniele Cariani (6) e con l'intervento delle ditte specializzate in restauro.
Questo edificio è dunque un testimone della storia fiorentina, un luogo dove l'arte e l'architettura si fondono per creare un monumento di notevole bellezza e significato storico, riconosciuto come uno degli episodi fondamentali della stagione modernista locale.
 

(1) Domenico Caraceni (1880-1939). Fondatore di una delle case di moda italiane più prestigiose, Caraceni è riconosciuto per il suo contributo significativo alla sartoria classica italiana. Nel corso del XX secolo, Caraceni e la sua famiglia hanno vestito celebrità e politici, affermando la loro fama internazionale per l'eleganza senza tempo.
(2) Galileo Chini (Firenze, 2 dicembre 1873 – Firenze, 23 agosto 1956). Pittore, decoratore e ceramista italiano, è stato uno dei maggiori esponenti dell'Art Nouveau in Italia. Chini è noto soprattutto per le sue opere d'arte decorative, tra cui affreschi, ceramiche e vetrate, che hanno arricchito numerosi edifici pubblici e privati all'inizio del XX secolo.
(3) Angiolo Vannetti (Livorno, 6 dicembre 1881 – Firenze, 15 gennaio 1962). Scultore e artista italiano specializzato in decorazioni in stucco. Lavorò a numerosi progetti in Toscana e contribuì alla decorazione di interni di molte residenze e palazzi, portando con sé lo stile floreale tipico dell'Art Nouveau.
(4) Giuseppe Michelucci (Pistoia, 2 gennaio 1891 – Firenze, 31 dicembre 1990). Famoso architetto italiano, noto per la progettazione della Chiesa dell'Autostrada del Sole. Fu anche fondatore della Fornace di San Lorenzo, che ha prodotto opere ceramiche di grande valore artistico.
(5) Ezio Giovannozzi (1882-1964). Era un artista e direttore artistico di bottega specializzato nella produzione di vetrate artistiche. Le sue creazioni erano apprezzate per la loro qualità e per la raffinatezza dei disegni, contribuendo significativamente all'estetica dell'Art Nouveau fiorentino.
(6) Daniele Cariani. Architetto contemporaneo, ha diretto il restauro di importanti edifici storici, lavorando per preservare e valorizzare l'eredità architettonica del passato.

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