
La Croce dipinta con la Vergine e San Giovanni di Bernardo Daddi (1340-1345) è un’opera di straordinario valore artistico, realizzata in tempera su tavola e conservata presso la Galleria dell'Accademia di Firenze. Commissionata per il monastero di San Donato in Polverosa, l’opera raffigura al centro il Cristo crocifisso, affiancato dalla Vergine Maria e da San Giovanni Evangelista in atteggiamenti di dolore, mentre i bracci della croce ospitano quattro scene della Passione di Cristo:
il Giudizio finale, la Derisione di Cristo, la Flagellazione e l’Andata al Calvario. 

Un elemento distintivo è l’aureola del Cristo, decorata in pastiglia di gesso dorata con motivi naturalistici in rilievo, che riflettono l’attenzione al dettaglio e l’eleganza tipica di Daddi. L'opera, restaurata negli anni Ottanta del XX secolo, mantiene la sua imponenza e raffinatezza, testimoniando la capacità di Daddi di combinare la lezione giottesca con un’intensa sensibilità narrativa.
Bibliografia
- Boskovits, Miklós, La pittura fiorentina del Trecento, Giunti, Firenze, 1984.
- Tartuferi, Angelo, Bernardo Daddi e la pittura gotica fiorentina, Edizioni Polistampa, Firenze, 2007.
- Bagnoli, Martina, La croce dipinta: Simboli e devozione, Electa, Milano, 2016.
Maria nel bassorilievo dell'Orcagna: la sua morte terrena e l'assunzione celeste, divise in una narrazione d'arte unica.
Botticelli dipinge la Tentazione di Cristo e la purificazione del lebbroso, con notevole sfumatura e bellezza.
Affresco noto come "Il Tributo a Cesare" è un capolavoro con una folla animata in una piazza, dominata da archi e luce viola, con un tocco vibrante.
Altamura venne coinvolto nei moti rivoluzionari del maggio '48 e costretto a fuggire prima all'Aquila e poi a Firenze.