Ufficio et Ufficiali dei Pupilli

L'Ufficio dei Pupilli era composto da quattro Ufficiali che dovevano essere persone buone, oneste e compassionate. Il loro compito principale era prendersi cura dei pupilli, che erano i minori di età rimasti orfani del padre. Questi minori erano sotto la loro tutela fino a quando raggiungevano l'età adulta, che era di 14 anni per i maschi e 12 anni per le femmine. Gli Ufficiali avevano la responsabilità di proteggere sia i beni che le persone dei minori e delle vedove, a meno che i genitori o i mariti non avessero nominato tutori o curatori speciali.

Gli Ufficiali erano anche incaricati di difendere i diritti legittimi dei loro protetti e avevano l'autorità di giudicare tutte le cause legali, sia civili che penali, che li coinvolgevano e li danneggiavano.

Per poter svolgere efficacemente il loro compito, gli Ufficiali dovevano essere uomini con almeno quarant'anni di età, sposati e con figli, in modo da poter comprendere meglio le necessità dei loro protetti. Tuttavia, c'erano restrizioni sulle relazioni personali: non potevano sposare donne pupille, né le madri né le sorelle dei pupilli, e non potevano acquistare nulla da loro.

Per garantire che la tutela iniziasse immediatamente per le persone sole e indifese, la legge richiedeva che i becchini denunciassero entro tre giorni la morte di chi avesse lasciato orfani e vedove, in modo che gli Ufficiali potessero prendere provvedimenti tempestivi per soddisfare le loro esigenze.

Tuttavia, nel 1767, fu revocata ai Ufficiali la funzione di tutori e curatori universali. Le riunioni degli Ufficiali avevano luogo il martedì, il mercoledì e il venerdì, sia al mattino che alla sera, nella loro sede in piazza del Duomo, che ora è la sede dell'Arciconfraternita della Misericordia.
Il loro simbolo consisteva in una figura vestita con calzamaglia rossa e giaccone azzurro, con polsini e colletto bianco; il braccio destro del giovane era a squadra, mentre il sinistro pendeva lungo il fianco. Nelle mani del giovane c'era un cartiglio spezzato, il tutto su uno sfondo bianco (Fig. 1).

 

Fig. 1

La magistratura degli "Ufficiali de' pupilli et adulti" fu istituita il 30 luglio 1393. Questa magistratura aveva il compito di prendersi cura dei minori i cui padri erano deceduti senza nominare un tutore e delle vedove, specialmente per quanto riguarda la protezione dei loro beni e l'esecuzione delle volontà testamentarie. Gli Ufficiali erano responsabili di risolvere le questioni legali in cui erano coinvolti i soggetti sotto la loro tutela, sia in ambito civile che penale, quando si trattava di frodi o furti subiti da questi. Tuttavia, se non emettevano una sentenza entro un anno, la competenza passava al tribunale della Mercanzia.
Nel Quattrocento, a questa magistratura furono affidati anche i soggetti più vulnerabili a causa di disabilità fisiche o mentali, come i muti, i sordi e i minorati mentali, secondo una disposizione del 18 agosto 1473.
Gli Ufficiali avevano anche il potere di nominare persone esterne chiamate "attori", a cui veniva affidata la cura dei minori e degli incapaci, così come la gestione del loro patrimonio. Nel contesto di questa cosiddetta "procura", i curatori dovevano fornire garanzie e rendere conto delle loro azioni ogni anno, nei mesi di novembre e dicembre, o entro un mese dalla fine dell'incarico in caso di rinuncia o conclusione del procedimento.


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