La Madonna con Bambino e cherubini è un rilievo in stucco dipinto, attribuito alla bottega di Benedetto da Maiano e databile tra il 1475 e il 1500. L’opera raffigura la Vergine Maria con il Bambino Gesù, circondata da cherubini, con un’espressione di dolcezza e protezione materna. Originariamente parte della collezione del Museo di Palazzo Davanzati a Firenze, la scultura venne venduta all’asta nel 1916 dall’antiquario Elia Volpi, finendo in mani private per oltre un secolo. Nel dicembre 2023, un collezionista ha donato l’opera al museo, permettendone il ritorno alla sua collocazione storica e la fruizione pubblica.
Benedetto da Maiano (1442-1497) fu un importante scultore e architetto del Rinascimento italiano, noto per la raffinatezza della sua tecnica e per la capacità di combinare naturalismo ed eleganza. Tra le sue opere più celebri vi sono il pulpito della Basilica di Santa Croce e il busto di Filippo Strozzi il Vecchio. La sua bottega si distinse nella produzione di rilievi in stucco e terracotta, spesso ispirati ai modelli di Desiderio da Settignano e Antonio Rossellino.
La Madonna con Bambino e cherubini rappresenta un significativo esempio dell’arte fiorentina del XV secolo, testimoniando l’abilità della bottega di Benedetto da Maiano nella creazione di opere sacre che uniscono devozione e ricerca estetica. La Madonna è rappresentata con un volto sereno e leggermente inclinato verso il Bambino, in un atteggiamento di dolce protezione. I suoi lineamenti sono delicati, caratterizzati da una levigatezza che richiama l’influenza di Desiderio da Settignano. Il Bambino, raffigurato nudo, si appoggia alla madre con naturalezza, esprimendo un senso di affettuosa intimità.
I cherubini, disposti intorno alla scena, emergono dallo sfondo con volti paffuti e ali scolpite con cura, creando un effetto di profondità e leggerezza. L’uso dello stucco dipinto, tecnica diffusa nel Quattrocento fiorentino, permette una resa morbida delle superfici e una vivace policromia, sebbene i colori abbiano subito variazioni nel tempo. L'opera si distingue per la raffinata esecuzione dei dettagli e la capacità di trasmettere un senso di spiritualità attraverso un linguaggio visivo sobrio ed elegante.
Una visione senza ideali estetici: solo la sincerità di Giovanni Duprè.
L'uso di paste vitree negli occhi, luminosi e devoti, rende unica l'opera.
La statua e il basamento del barbaro prigioniero al Giardino di Boboli.
Copia romana, tirannicida ateniese, simbolo di libertà e democrazia, esposta a Palazzo Pitti e ispirata a un originale del V secolo.