Cos'è un'isola di calore urbana?
L’isola di calore urbana è un fenomeno per cui alcune zone cittadine, molto costruite e con poca vegetazione, assorbono e trattengono più calore rispetto alle aree circostanti. Questo avviene a causa di materiali come asfalto, cemento e tetti scuri, che rilasciano lentamente il calore accumulato durante il giorno, mantenendo elevate le temperature anche di notte. In città, alcune aree risultano significativamente più calde rispetto alla campagna o ai parchi. Zone come Mercafir, via Pratese, viale Guidoni, piazza del Mercato Centrale, piazza Santa Maria Novella (tante altre piazze lo sono) e Largo Annigoni presentano differenze di temperatura superficiale anche di 4–5 °C. Nei mesi estivi, nei quartieri più urbanizzati, si possono superare i 10 °C di differenza rispetto alle zone verdi.
Le principali cause delle isole di calore includono:
- Elevata densità edilizia e presenza diffusa di superfici impermeabili (strade, piazze, edifici).
- Scarsa presenza di verde urbano, che altrove contribuisce a riflettere la luce e raffreddare l’aria.
- Rilascio di calore da attività umane (traffico, impianti di climatizzazione, industria).
Attraverso rilievi con sensori e mappature termiche, è possibile osservare chiaramente la distribuzione del calore tra i diversi quartieri. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha dimostrato che un aumento del 5% della copertura arborea può ridurre la temperatura superficiale di oltre 0,5 °C.
Il Comune ha avviato progetti come LIFE‑ESCAPOS (1), che mirano a incrementare il verde, installare tetti riflettenti e monitorare le micro-ondate di calore urbane. Le aree verdi riescono a mantenere temperature simili a quelle delle zone rurali. Gli alberi ad alto fusto, in particolare, offrono ombra e favoriscono la traspirazione delle piante, contribuendo ad abbassare la temperatura superficiale fino a 4–5 °C.
Le temperature elevate aggravano il rischio di colpi di calore, aumentano il consumo di energia per la climatizzazione e peggiorano la qualità dell’aria. Contrastare le isole di calore significa rendere la città più vivibile, resistente ai cambiamenti climatici e più sana per tutti. Ma interessa agli aministratori?
1) LIFE‑ESCAPOS è il nome di un progetto europeo finanziato dal programma LIFE (strumento dell’Unione Europea per l’ambiente e l’azione per il clima). Il nome completo in italiano può essere reso così:
“Spazi pubblici verdi e rifugi climatici per affrontare le ondate di calore urbane” (ESCAPOS è l’acronimo di Enhanced Sustainable Climate Adaptation through Public Open Spaces). LIFE‑ESCAPOS è un programma che mira a creare o migliorare aree verdi e spazi urbani freschi per aiutare le città a difendersi dal caldo estremo, specialmente nei quartieri più colpiti.
Tra gli obiettivi:
- Piantare alberi e aumentare il verde urbano.
- Creare rifugi climatici pubblici accessibili in estate.
- Utilizzare materiali che riflettono il calore (come tetti chiari).
Monitorare le temperature con sensori e strumenti scientifici.
- 52 °C su asfalto assolato (a sinistra):
È una temperatura tipica della superficie di strade asfaltate esposte al sole nelle ore centrali della giornata. Studi condotti a Firenze e in altre città italiane (CNR, ARPAT, Comune di Firenze) hanno rilevato picchi tra 50 e 55 °C sulle pavimentazioni non ombreggiate.
- 40 °C all’ombra su prato alberato (a destra):
In zone verdi, all’ombra di alberi, la temperatura dell’aria o superficiale può scendere anche di 10–15 °C rispetto alle superfici artificiali. I dati mostrano che i prati ombreggiati restano tra 35 e 40 °C anche nei periodi di massimo caldo urbano.

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