Badia Fiesolana

La Badia Fiesolana a Firenze.

 

La Badia Fiesolana, situata a 122 metri sul livello del mare, è un affascinante edificio, prevalentemente di stile quattrocentesco. Originariamente, dal periodo dell'Alto Medioevo fino al 1028, questa struttura fungeva da cattedrale di Fiesole ed era dedicata ai Santi Pietro e Romolo. Intorno a quell'anno, i monaci Camaldolesi ricostruirono la Badia insieme al monastero, ribattezzandola come Badia di San Bartolomeo. Nel XIII secolo, i Benedettini cassinesi presero il controllo della Badia, mantenendolo fino al 1439, quando passò ai Canonici regolari agostiniani, noti anche come lateranensi, appartenenti alla congregazione di San Ferdinando di Lucca. Questi ultimi avevano anche l'appellativo di "Roccettini" per il loro uso frequente del rocchetto. A partire dal 1456, grazie all'interessamento e alla direzione diretta di Cosimo il Vecchio (1), la Badia iniziò a essere ristrutturata su una scala molto più ampia. Il modello architettonico, secondo il Vasari, sarebbe stato ispirato da Brunelleschi (2), anche se l'architetto era già deceduto da dieci anni quando i lavori ebbero inizio. Tuttavia, lo stile complessivo richiama da vicino i modelli di Brunelleschi, in particolare la Basilica di San Lorenzo a Firenze. La facciata della chiesa, pur rimasta incompiuta a causa della morte di Cosimo nel 1464, conserva elementi romanici del XII secolo in marmo bianco e verde. Questi elementi richiamano gli stessi motivi decorativi presenti sulla facciata del Battistero di Firenze e sulla facciata di San Miniato. La parte inferiore della facciata è caratterizzata da tre arcate cieche decorate con motivi geometrici, mentre la parte superiore presenta tre piccole finestre rettangolari con timpano. È degno di nota che fu proprio nella Badia che Giovanni De' Medici (3), figlio di Lorenzo, indossò solennemente l'abito cardinalizio prima di diventare papa Leone X nel 1513. L'interno della chiesa, a navata unica, presenta cappelle laterali con altari cinquecenteschi e un transetto sopraelevato. Questa struttura risale al 1461-64 e si ispira chiaramente agli esempi brunelleschiani. Le lesene in pietra serena con capitelli corinzi scandiscono ritmicamente le pareti bianche. Le volte della navata centrale sono decorate con stemmi medicei policromi, mentre le cappelle laterali mostrano gli stemmi delle famiglie che ne erano patroni. L'altare maggiore (vedi foto), realizzato in marmo e pietre dure policrome, fu creato da G. B. Cennini su disegno di Pietro Tacca (4) nel 1610. Nella cappella principale, una grande epigrafe commemorativa segna la conclusione dei lavori nella chiesa, con lo stemma dei Medici e la data 1466. A destra della chiesa si trova l'ingresso all'ex convento, dove Cosimo il Vecchio trascorse del tempo e raccolse una notevole collezione di codici e libri rari. Il convento fu successivamente frequentato da letterati e filosofi, e nel 1753 fu istituita l'Accademia dei Georgofili, la prima accademia di agraria in Europa. Nel 1778, il convento fu soppresso e la chiesa smise di essere utilizzata per il culto. Le opere d'arte vennero disperse, e nel 1783 la biblioteca fu trasferita alla Biblioteca Laurenziana. In seguito, grazie all'opera di Francesco Inghirami (5), l'edificio divenne la Poligrafia Fiesolana. In epoche successive, il convento passò ai padri Scolopi, che lo restaurarono e vi istituirono un collegio-convitto, che però fu chiuso nel 1972. Oggi, la struttura ospita l'Istituto Universitario Europeo e la Fondazione dedicata al padre scolopio Ernesto Balducci (1922-1992) (6), un teologo e saggista di grande fama.


L'interno della chiesa, a navata unica, presenta un presbiterio e un transetto sopraelevato. La volta a botte è decorata con stemmi medicei policromi, e in sette delle otto cappelle laterali si trovano stemmi gentilizi sulla volta. Nella prima cappella a destra, si possono ammirare dipinti di San Gerolamo e San Domenico Soriano, quest'ultimo firmato da Giovanni Montini nel 164?. La seconda cappella a destra ospita una tela del Settecento raffigurante una santa monaca con il Gesù Bambino, completata da una cornice originale. Nella terza cappella a destra, si trova un dipinto che raffigura il Martirio di San Bartolomeo, opera di Ribera. La quarta cappella, ricostruita nel 1747 su progetto di Giuseppe Ruggeri (7), presenta opere d'arte nelle pareti e nella volta, tutte realizzate da Niccolò Nannetti. Sull'altare destro del presbiterio, eseguito da Alessandro Malvisti secondo il disegno di Pier Francesco Silvani nel 1673, si trova la Flagellazione di Cristo, un dipinto della fine del Cinquecento di un artista non toscano (attualmente in deposito presso le Gallerie). Nel pavimento della chiesa si possono osservare lastre tombali di stile manierista. Sulla parete, spiccano due porte realizzate da Francesco Ferrucci (8) nel 1463. L'altare maggiore, realizzato in commesso di pietre dure, fu realizzato da Giovan Battista di Jacopo Cennini (9) nel 1612 secondo il disegno di Pietro Tacca, con un'aggiunta superiore nel 1684-85. Nel coro, una grande epigrafe commemora la conclusione dei lavori nella chiesa e menziona Piero de' Medici (10). Sull'altare di sinistra, uguale a quello di fronte, si trova un dipinto raffigurante l'Orazione nell'orto, con la data 1674, nonché la Crocifissione, realizzata da Bernardino Campi (11), un esempio straordinario di pittura lombarda della seconda metà del Cinquecento (proveniente dalle collezioni imperiali di Vienna). Nella quarta cappella a sinistra si trovano le tombe degli scolopi Arcangelo Piccioli e Giovanni Magi, mentre nella terza cappella si trova la lastra tombale di Lorenzo Palmieri. La seconda cappella, che tradizionalmente è identificata come il luogo del martirio di San Romolo, ospita la tomba del bibliofilo Tammaro de Marinis (12). Infine, nella prima cappella, si può ammirare una tavola raffigurante la Pietà e i santi, opera di Francesco Botticini, nonché la tomba di Ugo Ojetti (13), uno dei protagonisti della cultura ufficiale italiana tra le due guerre. Sulla parete destra si trova un rilievo in pietra serena raffigurante la Madonna, che originariamente apparteneva a Ojetti e che è attribuito alla scuola di Jacopo della Quercia (14).

 

(1) Cosimo il Vecchio: Cosimo di Giovanni de’ Medici, noto come Cosimo il Vecchio, è stato un politico e banchiere italiano, primo signore de facto di Firenze e primo uomo di Stato di rilievo della famiglia Medici. Fu lui a commissionare la ristrutturazione della Badia Fiesolana nel 1456.
(2) Brunelleschi: Filippo Brunelleschi è stato un architetto, ingegnere, scultore, matematico, orafo e scenografo italiano del Rinascimento. Anche se era già deceduto quando iniziarono i lavori di ristrutturazione della Badia Fiesolana, il suo stile ha fortemente influenzato l’architettura dell’edificio.
(3) Giovanni De’ Medici: Giovanni De’ Medici è noto per essere diventato Papa Leone X nel 1513. Prima di diventare papa, indossò solennemente l’abito cardinalizio proprio nella Badia Fiesolana.
(4) Pietro Tacca: Pietro Tacca è stato uno scultore italiano del tardo Rinascimento, noto per le sue opere in bronzo. Ha disegnato l’altare maggiore della Badia Fiesolana.
(5) Francesco Inghirami: Francesco Inghirami è stato un erudito e studioso di antichità etrusche. Grazie al suo lavoro, l’ex convento della Badia Fiesolana divenne la Poligrafia Fiesolana.
(6) Ernesto Balducci: Ernesto Balducci è stato un prete, editore, scrittore e intellettuale italiano. È noto per le sue numerose iniziative di pace e solidarietà. Oggi, la struttura ospita una fondazione a lui dedicata.
(7) Giuseppe Ruggeri: Fu un architetto italiano attivo nel XVIII secolo.
(8) Francesco Ferrucci: È stato un condottiero italiano, al servizio della Repubblica di Firenze. È noto per la sua partecipazione alla Guerra della Lega di Cognac e per il suo ruolo nella difesa di Firenze durante l’assedio del 1529-302.
(9) Giovan Battista di Jacopo Cennini: Fiorentino, fu fonditore in bronzo e autore di commessi in pietre dure.
(10) Piero de’ Medici: Conosciuto anche come Piero il Gottoso, fu signore de facto di Firenze per cinque anni, dal 1464 al 1469. Era il figlio primogenito di Cosimo il Vecchio e il padre di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici.
(11) Bernardino Campi: Fu un pittore italiano del XVI secolo, attivo principalmente a Cremona e nei dintorni. È noto per i suoi ritratti e le sue opere religiose.
(12) Tammaro de Marinis: Fu un bibliofilo e libraio italiano. È noto per la sua vasta collezione di libri rari e manoscritti.
(13) Ugo Ojetti: Fu uno scrittore, critico d’arte, giornalista e aforista italiano. È stato uno dei protagonisti della cultura ufficiale italiana tra le due guerre mondiali.
(14) Jacopo della Quercia: È stato uno degli scultori italiani più originali degli inizi del XV secolo. Tentò una sintesi fra la scultura gotica di Giovanni Pisano e quella borgognona, in special modo di Claus Sluter da una parte, con la classicità dall’altra, assimilata attraverso le nuove scoperte del Rinascimento fiorentino.


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