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Tabernacolo dedicato a San Agostino

Tabernacolo dedicato a S. Agostino
30 gennaio alle ore 11.00, all’angolo con via Maffia e via S. Agostino, nel quartiere di Santo Spirito, è stato presentato il restauro e inaugurato il Tabernacolo raffigurante Madonna con Bambino, Sant’Agostino, l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo. attribuito a Niccolò Nannetti (1674-1749)​
“O luce, te vedeva Tobia quando pur con gli occhi ottenebrati sapeva mostrare al figlio la via della vita e lo precedeva con il passo dell’amore senza mai inciampare”. Sant’Agostino, Le Confessioni. La concupiscenza della carne: la vista, cap. XXXIV, Introduzione di Christine Mohrmann, traduzione di Carlo Vitali, 1997, p. 509.​
PRIMA RESTAURO DEL TABERNACOLO DEDICATO A S.AGOSTINO
Tabernacolo dedicato a S. Agostino
"prima del restauro"
RESTAURO DEL TABERNACOLO DEDICATO A S.AGOSTINO
Tabernacolo dedicato a S. Agostino
"dopo il restauro"
Il tabernacolo è collocato sul muro d’angolo che recintava l’antico complesso conventuale agostiniano, annesso alla chiesa di Santo Spirito a Firenze, soppresso dai francesi nel 1808. All’interno di una semplice cornice in pietra serena è conservato un affresco, databile tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, raffigurante la Madonna in gloria in atto di reggere sulle ginocchia un biondo e vispo Gesù bambino, Sant’Agostino in abiti vescovili e l’arcangelo Raffaele (o Raffaello come comunemente era appellato a Firenze) che accompagna il giovane Tobiolo nel suo viaggio su incarico del padre.
La presenza dei due personaggi biblici affiancati a Sant’Agostino è ricorrente nell’iconografia del vescovo d’Ippona e richiama un passo delle Confessioni scritto agli inizi del quinto secolo d.C..Il libro, visibile tra le mani del Santo, descrive il percorso spirituale che lo condusse alla conoscenza della Veritàe quindi alla conversione al Cristianesimo, attraverso l’Intuizione e la Ragione; ma poiché l’uomo, secondo il pensiero agostiniano, è incapace di orientarsi da solo in questo cammino, necessita della guida illuminante di Dio, così come l’arcangelo Raffaele protegge e illumina il cammino del giovane Tobiolo verso la meta. Entrambi i personaggi sono raffigurati con i rispettivi attributi: il giovane con il pesce trattenuto in mano e l’arcangelo con l’ampolla dorata nella mano destra,pronta ad accogliere le viscere del pesce con le quali guarire dalla cecità il padre di Tobiolo.
NANNETTI, Niccolò. – Nacque il 14 aprile 1674 (Bellesi, 2009) a Firenze, nella parrocchia di S. Lucia sul Prato, da Camillo e da Lessandra Galli.
È errato quanto afferma  Francesco Maria Niccolò Gabburri (Vite di pittori [1730-1740 ca.], cit. in Tosi, 1990, p. 372) che nel 1739 definisce l’artista di anni 49, fissandone la data di nascita, in maniera incongruente rispetto alla prima informazione, al 12 gennaio 1675.
(Fonte Treccani.it)
TABERNACOLO DEDICATO A S.AGOSTINO
Reminescenze Pittoriche di Firenze
Raccolta di incizioni atte a conservare la memoria di affreschi che celeberissimi pittori furono eseguiti in Firenze ed i suoi dintorni.
Tipografia del Vulcano 1845.


Illustrazione a sinistra dal libro sopra citato e sotto il testo scritto da Francesco Galvani, il quale afferma che il pittore sia stato tal Cipriano Lensi.
SANCTA DEI GENITRIX PITTURA DI CIPRIANO LENSI POSTA IN VIA MAFFIA.
La religiosa pietà dei reverendi padri Agostiniani di Santo Spirilo affidava a Cipriano Lensi pittore di buona fama nel secolo XVII l'esecuzione di questo Tabernacolo, che se trovasi al presente in un quasi totale deperimento ed esposto alle maggiori intemperie delle stagioni, fu però stimato in condizioni migliori, opera degna di onorato ricordo.
In esso viene raffigurato il sommo Dottore Santo Agostino che sedente sopra le nubi, ha al suo fianco il giovinetto Tobia accompagnato dall' Angelo Custode: i loro diversi atteggiamenti si concentrano però in un solo pensiero, quello cioè, della profonda venerazione che loro viene ispirata dalla apparizione di Nostra Signora che sostiene il divin Pargoletto; venerazione che più altamente traspare nel volto di Tobia, ed in quello del Santo Agostino.
Benché pochi sieno gli avanzi che ci rimangono di questo affresco, che senza una pronta riparazione noi vedremo ben presto cancellato dal novero dei nostri monumenti artistici, pure essi ci bastano per dichiarare, avere il Lensi appartenuto ad una delle migliori scuole che più caralerizzarono in quell'epoca la scuola pittorica fiorentina, ed averne ritratto un mirabile accordo di proporzioni ed una vivacità di colorilo che potrebbe recare invidia a non pochi de' più recenti e conosciuti pittori. 
Lode perciò moltissima a quei generosi che ne promossero l'esecuzione, e dai quali se ne amerebbe ancora più accuratamente protetta la conservazione.

Francesco Galvani.
#FPC.

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