Giulio Ginanni

Giulio Ginanni

 

Giulio Ginanni nacque il 29 gennaio 1903 a Firenze, mostrando fin da bambino un grande interesse per la recitazione. Cominciò a interpretare poesie e testi in ambito familiare, e all'età di quindici anni entrò nella compagnia di teatro vernacolare Lacchini. Successivamente, si unì alla compagnia di Ermete Zacconi, il quale lo consigliò di dedicarsi al genere comico, riconoscendo il suo talento per il cabaret ante-litteram. Così, Ginanni fondò una compagnia di varietà e in soli due anni di carriera scrisse e interpretò numerosi monologhi comici che conquistarono il pubblico. Registrò anche dodici dischi contenenti i suoi monologhi.
Giulio Ginanni, un attore-imitatore fiorentino, divenne famoso nei primi anni del '900 grazie ai suoi monologhi comici che ironizzavano su personaggi e situazioni dell'epoca. La sua affascinante e carismatica presenza conquistò i teatri di Firenze, dove si esibiva con successo. Inoltre, Ginanni vinse un concorso per trovare il sostituto di Rodolfo Valentino come primo sex symbol del Novecento.
Giulio Ginanni era considerato un maestro del vernacolo toscano, e molti comici e artisti successivi, come Giovanni Nannini, Narciso Parigi e Riccardo Marasco, lo considerano un punto di riferimento e un'ispirazione. I fiorentini più anziani, cresciuti ascoltando i suoi vecchi dischi, lo ricordano come un artista che elevava il vernacolo a forma d'arte, regalando risate con la sua espressione popolare e demenziale ante litteram.
Dopo diversi decenni di oblio, Giulio Ginanni è stato riportato alla luce grazie al libro "Giulio Ginanni. Monologhi e creazioni", pubblicato dalla libreria-casa editrice Chiari. Quest'opera, parte della collana "La Commedia fiorentina" del Centro studi tradizioni popolari toscane, raccoglie i suoi monologhi. Alessandro Bencistà, presidente del centro studi, afferma che Ginanni era uno dei personaggi più amati del teatro vernacolo fiorentino e che la sua genialità si espresse al meglio nel varietà. Bencistà sottolinea la maestria di Ginanni nell'improvvisazione e nel divertire il pubblico con le sue imitazioni di artisti e l'uso dei vari dialetti.
Un monologo di satira politica intitolato "Il sindaco" (facilmente rintracciabile su Youtube) risultò particolarmente provocatorio per il regime fascista, provocando infine il pestaggio mortale di Ginanni. Anche se oggi, nella rilettura, sembra innocuo, è probabile che l'interpretazione dal vivo e le sue improvvisazioni abbiano reso il monologo una freccia avvelenata diretta contro il regime.
La sua carriera subì una brusca interruzione quando un gruppo di fascisti lo minacciò, portandolo in una cantina allestita con simboli fascisti per fargli capire che la sua satira stava diventando inaccettabile per il regime. Poco dopo, fu aggredito da una squadraccia di camicie nere, subendo una violenta percosse. È probabile che le lesioni riportate in quell'occasione, sebbene non visibili all'epoca, abbiano causato un'emorragia interna che lo colpì poche settimane dopo mentre si trovava a Milano per registrare nuovi dischi. Ricoverato, Ginanni si spense il 31 luglio 1930, assistito amorevolmente dalla sua fidanzata Rina.
Forse se fosse nato a Parigi avrebbe raggiunto la fama di un Maurice Chevalier. Sfortunatamente, essendo nato a Firenze e avendo perso la vita così giovane, il suo nome è ormai poco ricordato.
Nonostante la sua tragica fine, Giulio Ginanni è considerato un precursore del teatro e del cabaret contemporaneo. La sua abilità nel parlare i dialetti e nell'evocare il riso attraverso il vernacolo lo ha reso un punto di riferimento per molti artisti successivi.

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