Guido Carocci

Guido Carocci (Firenze, 16 settembre 1851 – Firenze, 20 settembre 1916) fu uno storico italiano di grande rilievo, specializzato nello studio della storia e degli edifici antichi di Firenze. Nato da Giorgio e Teresa Petrai, crebbe in un ambiente intriso di fervore patriottico, dato che suo padre aveva combattuto in Lombardia, subendo poi prigionia ed esilio. A sedici anni, Carocci abbandonò la scuola per studiare prima con G. Moricci e poi con N. Sanesi, sebbene la sua formazione fosse principalmente autodidatta. Frequentava musei, biblioteche e archivi, e copiava i dipinti dei grandi maestri per affinare le sue conoscenze. Giovanissimo, si dedicò al giornalismo, denunciando le condizioni della città attraverso le pagine di varie testate. Questa attività stimolò il suo interesse per i problemi sociali e culturali.
Il 15 giugno 1882, Carocci fondò la rivista "Arte e storia", che diresse fino alla sua morte. La rivista, che inizialmente usciva settimanalmente e poi mensilmente, si prefiggeva di sostenere gli interessi dell'arte e mantenere vivo l'amore per gli studi storici, con l'obiettivo di promuovere libere discussioni e lo sviluppo delle arti. Carocci ricoprì ruoli importanti come ispettore per le Antichità e Belle Arti della Toscana e come direttore del Museo di San Marco e dei Cenacoli. Fece parte di numerose commissioni di studio e accademie, e denunciò frequentemente i danni ai beni artistici e storici durante le opere di risanamento del centro storico fiorentino. Le sue opere principali includono "I dintorni di Firenze" e "Firenze scomparsa", dove documenta dettagliatamente la storia e la scomparsa di edifici importanti. Raccolse materiali lapidei da edifici demoliti, creando il Museo di Firenze antica nel chiostro del convento di San Marco.
Il grande storico contribuì anche alla compilazione dello Stradario del Comune di Firenze e si occupò della conservazione e catalogazione del patrimonio artistico toscano, utilizzando criteri scientifici innovativi per l'epoca. Il suo lavoro comprendeva la creazione di circa 60.000 schede descrittive delle opere d'arte, che costituiscono il nucleo del catalogo delle opere d'arte della Toscana.
Guido Carocci morì a Firenze il 20 settembre 1916 e fu sepolto nel cimitero di Soffiano.
 

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