La Toscana dal Medioevo.

La Toscana, regione dell'Italia centrale, si estende lungo la costa tirrenica settentrionale e comprende le isole vicine. Confina a ovest con i mari Ligure e Tirreno, a nord e a est con gli Appennini, e a sud e sud-est con le colline e valli che la separano dal Lazio settentrionale e dall'Umbria.
Storicamente conosciuta come Tuscia fino al tardo Medioevo, la Toscana adottò il suo nome attuale con l'avvento del volgare. Sin dai tempi dei regni romano-barbarici, ha mantenuto una forte identità politica, evolvendosi da ducato a marchesato del Sacro Romano Impero e rimanendo formalmente parte dell'Impero fino all'Unità d'Italia. Dopo la morte di Matilde di Canossa nel 1115, il marchesato tornò sotto controllo imperiale, frammentandosi poi in numerosi potentati locali e città-stato, che vennero assorbiti dal potere fiorentino tra il XIV e il XVI secolo, formando lo stato regionale toscano e ottenendo il titolo granducale. La posizione isolata rispetto ai centri di potere imperiali, l'economia vivace e la posizione centrale nel cuore dell'Italia e sul Mediterraneo favorirono l'autonomia e la prosperità della Toscana nel Medioevo. La consapevolezza culturale e civica della regione promosse una fiorente produzione artistica. Rispetto all'antica Etruria, la Toscana medievale perse progressivamente i territori meridionali della Tuscia romana, che caddero sotto il dominio pontificio, come l'Umbria a ovest del Tevere, con centri importanti come Perugia e Orvieto. 
Dante Alighieri, nel "De vulgari eloquentia", considerava ancora questi territori parte della regione, mentre Paolo Diacono, alla fine dell'età longobarda, includeva anche Roma e l'intera Umbria, seguendo la divisione diocesiana di Diocleziano. Alla fine del Medioevo, il termine "Toscana" si riferiva a un'area culturalmente omogenea, corrispondente in gran parte al territorio attuale.
La storia artistica della Toscana è difficile da ricostruire per i secoli precedenti al Mille a causa della scomparsa delle testimonianze monumentali, sostituite dalle ricostruzioni medievali. Tuttavia, emergenze archeologiche e frammenti artistici dimostrano la persistenza di una civiltà urbana nei ridimensionati municipia, spesso coincidenti con le prime sedi vescovili. Tra questi, Lucca acquisì particolare importanza dopo la conquista gota.
La primitiva cattedrale di Lucca, datata al V secolo, aveva un battistero quadriconco ricostruito su pilastri nell'VIII secolo, poi sostituito dalla costruzione romanica della basilica dei Ss. Giovanni e Reparata. La cattedrale di Pisa, con battistero ottagonale del VI secolo, risale alla stessa epoca della prima fase della cattedrale fiorentina, dedicata forse al Salvatore. Recenti scavi a Roselle hanno rivelato resti di una probabile cattedrale romana con colonnati e nartece. I resti archeologici della cattedrale doppia di Arezzo e la basilica di S. Maria e S. Stefano risalgono all'età longobarda. A Chiusi, la cattedrale di S. Secondiano, costruita nel VI secolo e restaurata in epoca romanica, rappresenta un esempio significativo.
Tra gli edifici religiosi anteriori al IX secolo, si distingue la chiesa di S. Stefano presso Anghiari, in Valtiberina, risalente all'VIII secolo. La scultura longobarda è rappresentata dal fonte della pieve di Rigoli nella Valdiserchio pisana, e un esempio precoce di arte metallurgica è il tesoro di Galognano, un servizio eucaristico del VI secolo.
Nell'età carolingia, la Toscana vide un rifiorire dell'attività edificatoria, evidente nelle cattedrali e abbaziali come S. Reparata a Firenze e il duomo di Pistoia. La regione fu testimone della diffusione del monachesimo benedettino, con costruzioni come l'abbazia di Sant'Antimo e S. Salvatore al monte Amiata.
Nel periodo ottoniano, la Toscana iniziò una stagione di costruzioni protoromaniche e romaniche, con numerose pievi e abbazie che segnarono il territorio. La regione sviluppò strutture difensive e infrastrutture utilitarie, mentre le principali città come Pisa, Lucca, Firenze e Arezzo divennero centri di produzione artistica.
La fine del secolo XI fu significativa per lo sviluppo del Romanico fiorentino, con la ricostruzione del battistero e la fondazione di chiese come S. Miniato al Monte. Lo stile fiorentino influenzò le pievi e abbaziali regionali, con caratteristiche architettoniche distintive. Le influenze lombarde e pisane sono evidenti nelle costruzioni di tutta la regione, con esempi come la basilica di S. Piero a Grado e la Badia Fiorentina. L'arte toscana del periodo romanico tardivo continuò a evolversi, con una crescente monumentalità e complessità decorativa. La diffusione dell'architettura in laterizio a opera di maestranze lombarde segnò un'importante fase di innovazione. La costruzione di edifici religiosi e civili proseguì, con una forte influenza degli ordini mendicanti e monastici, portando a un periodo di grande fioritura artistica che si estese fino all'età gotica.

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