L'etrusca Vulci

L'etrusca Vulci

La grande città stato


Vulci, noto anche come Velch o Velx nella lingua etrusca, rappresenta un'antica città etrusca situata nell'area di Canino e Montalto di Castro, all'interno della provincia di Viterbo, nella vasta regione della Maremma laziale.
La città emerge su un ampio pianoro di circa 120 ettari, accarezzato dalle acque del fiume Fiora e situato a poco più di dieci chilometri dalle coste del mar Tirreno. In passato, questa città costituì uno dei più prestigiosi centri di governo all'interno dell'Etruria, vantando uno sviluppo marittimo e commerciale di notevole rilevanza. È plausibile che abbia fatto parte della lega di città etrusche conosciuta come Dodecapoli etrusca.
I reperti più antichi, individuati nell'area denominata Pian di Voce, coprono un arco temporale che si estende dalla tarda età del Bronzo ai primi periodi dell'età del Ferro. Questa fase coincide con il progressivo affievolirsi delle testimonianze delle prime comunità umane lungo la valle del Fiora, le quali erano poste a una certa distanza dalla costa. Questo fenomeno sembra suggerire un progressivo decadimento delle esigenze di difesa all'interno delle comunità stesse.
La presenza umana che si fa riscontrare sin dall'età del Ferro è attestata dai rinvenimenti di sepolture a pozzo e a fossa. Tra di esse si annoverano i sepolcri dell'Osteria, del Mandrione di Cavalupo, di Ponte Rotto e della Poledra. Questi reperti, situati in diverse posizioni, sono legati ai quattro distinti centri abitativi originari che, nel corso del tempo, si fusero per dar vita all'insediamento unificato di Vulci.
L'abbondanza di risorse metalliche rinvenute nelle Colline Metallifere e lungo la valle del Fiora favorì l'evoluzione di un'arte locale a partire dal IX secolo a.C. Questo portò all'instaurarsi di attività commerciali, tra cui gli scambi con la Sardegna. Tra le prove più tangibili di questo precoce contatto tra le popolazioni etrusche e sarde vi è la Tomba dei Bronzi Sardi (Foto), rinvenuta nel 1958 nella necropoli di Cavalupo, datata tra l'850 e l'800 a.C. Questa tomba, attribuita a una donna di alto lignaggio di origine sarda, ospitava, tra le altre cose, una pregevole statua bronzea raffigurante un guerriero, oggi custodita presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. Fibule villanoviane, che testimoniano i legami commerciali, sono state rinvenute anche in Sardegna. Si ritiene che tali scambi si siano sviluppati anche con gli insediamenti greci in Italia, come evidenziato dai reperti di origine cumana trovati in questa regione.
Vulci mantenne la sua influenza nell'ambito della ceramica e della lavorazione della pietra fino al IV secolo a.C. Il suo ruolo chiave nel commercio con i mercanti greci, nella commenda di ceramiche corinzie, ioniche e attiche, è indiscutibile. Questi legami contribuirono alla sua leadership nelle leghe etrusche, le quali si opposero all'espansione romana.
Nel 280 a.C., sia Vulci che la città alleata di Volsinii subirono una sconfitta per mano dell'esercito romano guidato dal console Tiberio Coruncanio. Questi, dopo aver ottenuto il trionfo, divenne il primo plebeo a essere eletto pontefice massimo a Roma. Tale sconfitta comportò la perdita di una considerevole porzione del territorio di Vulci, che venne assegnata a Cosa e Forum Aurelii (l'attuale Montalto di Castro).
Da questo punto in poi inizia la fase di declino dell'antica città etrusca. Tuttavia, nel I secolo a.C., ottenne lo status di municipio romano e nel IV secolo divenne una sede vescovile. L'abbandono definitivo dell'insediamento, a favore di Montalto di Castro, avvenne nell'VIII secolo. Degli antichi resti cittadini sopravvivono oggi imponenti ruderi, compresi i maestosi resti delle mura, i portali urbani, l'acquedotto di epoca romana, l'area teatrale, il grande tempio, le terme e la sontuosa Domus. Particolarmente affascinanti sono le Necropoli, tra le quali spiccano le celebri Cavalupo, Poledrara, Campo Maggio, Tomba François e Tomba dei Tori. Il parco naturale circostante è di una bellezza straordinaria, con sentieri e percorsi escursionistici che conducono alla scoperta delle meraviglie del territorio della Maremma Laziale.


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