Il modo di dire perfetto per chi ha perso il filo del discorso e deve tornare al punto.
Quando una conversazione parte dritta e poi finisce chissà dove, c’è sempre qualcuno che deve rimettere tutti in carreggiata. E lì arriva lui, il modo di dire perfetto: “torniamo a bomba”. L’espressione significa riprendere l’argomento principale dopo una divagazione. In parole povere: basta giri, basta parentesi, basta raccontare del cugino, del traffico, del tempo e della caldaia. Si torna al punto. A sentirla oggi, uno potrebbe pensare a qualcosa che esplode. In realtà la “bomba” del modo di dire non ha bisogno di micce o cannonate. In alcuni giochi di ragazzi, infatti, la bomba era il punto di partenza o di salvezza, un po’ come la tana nel nascondino. Tornare a bomba voleva quindi dire tornare al punto stabilito, al centro del gioco, al posto da cui tutto riparte. Da lì il passaggio al discorso è venuto naturale: se una chiacchierata scappa da tutte le parti, si richiama tutti alla “bomba”, cioè all’argomento vero. In Toscana si usa benissimo quando qualcuno parla, parla, parla e intanto il senso è scappato dalla finestra: “Va bene, bella storia, ma torniamo a bomba: chi paga?” Oppure durante una riunione infinita: “Sì, interessante tutto, ma torniamo a bomba, perché qui s’è perso mezz’ora e non s’è deciso nulla.”
È un’espressione utile, elegante quanto basta e tagliente il giusto. Non manda nessuno a quel paese, ma gli fa capire che ha preso la tangente. E ogni tanto, diciamolo, serve più di un navigatore.
Sono i ragazzi che avvicinavano i detenuti che commissionavano qualche servizio dietro pagamento di una mancia.
Per me gl’ha pisciaho ’n chiesa da piccino! O sennò: Gl’è nato con la camicia!
Un modo di dire che ne ricorda uno molto più conosciuto e ancora in uso...
Il fagiolo simbolizza qualcosa che si adatta perfettamente, come il baccello col fagiolo.