La casa di Dante, dov'era?

Firenze e la dimora di Dante:
Un enigma da svelare
 

La vera dimora di Dante è ancora oggetto di incertezza. Attraverso un piccolo arco sulla via del "Corso" di Firenze, si accede al Rione Dantesco. In questo suggestivo angolo di Firenze si trovavano le case e le chiese delle famiglie Alighieri, Donati, Portinari e Cerchi. Anche se i monumenti originali dell'epoca di Dante sono pochi, dobbiamo prestare la nostra attenzione alla storia presente in questo luogo.
Nel 1864, Firenze, in attesa del centenario di Dante e desiderosa di diventare la capitale d'Italia, decise di dedicare una casa alla memoria del poeta. Sembrava che lo spirito del poeta non potesse vagare senza che quattro mura lo accogliessero. Così, qualche decennio più tardi, fu ricostruita l'attuale Casa di Dante sulle vecchie abitazioni.
Leonardo Bruni, cancelliere della Repubblica Fiorentina, nella sua biografia su Dante, menziona che gli Alighieri abitavano vicino alla chiesa di San Martino del Vescovo, di fronte alla via che portava alle case dei Sacchetti. Tuttavia, la posizione esatta delle case degli Alighieri e del luogo di nascita del sommo poeta viene indicata in una petizione rivolta agli Ufficiali Preposti alle Strade il 7 gennaio 1297. Questa petizione chiedeva l'apertura di una nuova strada che partisse da piazza Orsanmichele, attraversasse la loggia e la piazza dei Cerchi e arrivasse a via del Proconsolo.
La descrizione indica che la casa di Cione di Bello (parente di Dante) si trovava in direzione di via de' Magazzini, verso via del Proconsolo. Ciò dimostra che le case degli Alighieri erano presso la chiesa di San Martino, ma in una posizione opposta a quella attribuita loro nel XIX secolo.
Purtroppo, non esiste più nulla della casa di Dante. Fu demolita dal fuoco nemico e dagli attacchi. Durante il suo esilio e la condanna a morte, Dante si avviò verso una carriera pubblica per sostenere se stesso, accumulando un debito considerevole.
I documenti non ci permettono di svelare completamente questa situazione, ma il suo esilio e la condanna sono il risultato dell'odio politico. Giovanni Boccaccio racconta che la moglie di Dante, Gemma Donati, si rifugiò presso alcuni parenti e riuscì a salvare solo una piccola parte della sua dote. Suo figlio Jacopo tentò di recuperare alcuni beni di famiglia nel 1343, ma si riferisce solo a beni rustici.
Le torri di Firenze risplendono al mattino, e la più luminosa di tutte è la torre della Castagna, quadrangolare e slanciata. Nel 1282, i Magistrati dei Priori si rifugiarono lì per sfuggire alle minacce dei potenti. Di fronte alla torre si trova la chiesa di San Martino del Vescovo, fondata nel 986, che fu la parrocchia degli Alighieri e dei Donati.
La chiesa di Santa Margherita de' Cerchi, accanto all'arco, era patronata dai Cerchi, Adimari e Donati. Possiamo anche considerare la Badia Fiorentina, di fronte al Bargello, come uno dei luoghi "frequentati da Dante". Tuttavia, non è possibile affermare con certezza se fosse la sua casa.

 

Dante Alighieri e Casa di Dante a Firenze nel Rione Dantesco. Qui vissero leFamiglie Alighieri, Donati, Portinari e Cerchi
 

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