Guardia del Fuoco

La Guardia del Fuoco.
"Fu questa guardia riordinata nel 1415, ma esisteva da moltissimi anni. Una delle prime residenze della Guardia del fuoco, fu la torre che sorgeva già presso l’angolo del Ghetto in faccia a S. Maria in Campidoglio. In quella casa, come nelle altre che ebbero dopo per loro residenza, erano obbligati a dormire la notte per essere pronti a qualunque segnale di fuoco, e vi tenevano le «loro masserizie» che consistevano in sei scale «a scalone» varii «mannaioni» della lunghezza di otto a venti braccia, ossia da quasi cinque metri a dodici. Otto bigoncioli «con gli orecchi» per infilarvi il bastone e portarli a spalla in due, pieni d’acqua. Dieci bigoncie assai grandi piene d’acqua da tenere sempre pronte pei bisogni. Dodici bigoncioli coi manichi, altri dieci col manico lungo come quelli che usavano allora i tintori, e quaranta secchie. Due secchioni grandi di rame coi cerchi e armature di ferro per attinger l’acqua; due «ramponi» ossia uncini di ferro, uno più grande e uno più piccolo, infilati in certe pertiche lunghe con più campanelle per introdurvi le funi e che servivano per atterrare le muraglie. Dieci graffi di ferro messi in aste grandi e lunghe; dieci forchetti di ferro; dodici scure; sei sacchi di panno di lino legati in cima a certe mazze lunghe, che servivano «intinti nell’acqua» per buttar sopra al fuoco per spegnerlo; sei lumiere di ferro con l'aste di legno e cinquanta panelli.

 

Fabio Borbottoni, chiesa di Santa Maria in Campidoglio

 

Questo è tutto il materiale che costituiva, come oggi si direbbe, l'arsenale della Guardia del fuoco, la quale era costituita come appresso: I Gonfalonieri delle sedici compagnie della città, eleggevano quattro uomini, di qualunque quartiere si fossero, ed erano chiamati «capo-dieci» perchè ciascuno di loro aveva sotto i suoi ordini altri nove uomini, scelti tanti per quartiere; e quattro avevano il titolo di maestri, e gli altri cinque di manovali. In tutto il numero, cioè dei quaranta componenti la Guardia del fuoco, dovevano esservi almeno cinque fra legnaioli e scalpellini. Oltre questi quaranta vi erano due «rassegne» ossia «lanternari» e venti porti, eletti cinque per quartiere purché avessero esercitato sempre tale professione; e la metà di essi doveva ogni notte star vigilante nella loro casa, tenendo i lumi accesi per essere pronti a qualunque evenienza. Era pure destinato alla Guardia del fuoco un notaro che accorreva esso pure sul luogo dell’incendio per «rassegnare gli uomini che dovevano spegnere il fuoco, e poter ragguagliare il Gonfaloniere di giustizia per castigare chi fosse mancato».

La elezione di tutta la Guardia del fuoco, delle rassegne, dei porti e del notaro, durava soltanto quattro mesi; [p. 129 modifica]spirati i quali i Gonfalonieri delle compagnie procedevano alla nuova elezione.

I salari erano stabiliti nella seguente misura:
II capo-dieci aveva cinque soldi per ogni notte; i maestri e i porti tre soldi; ed i manuali due. Le rassegne avevano due lire al mese per ciascuno. Per ogni incendio al quale fossero accorsi, ricevevano di soprappiù, quindici soldi i capo dieci, i maestri ed i porti; ed i manuali dieci soldi; le rassegne dieci soldi ed il notaro che non aveva salario fisso, venti soldi per ogni volta che si recava sul posto dell’incendio.

Per «ogni offizio» ossia per la durata di ciascuna elezione, i Gonfalonieri delle Compagnie che costituivano il «Magistrato e capo di questa gente» potevano spendere fino a cinquanta lire, ma però per una volta tanto, «per masserizie necessarie alla estinzione dei fuochi, per risarcire le secchie, per comprar candele, panelli, olio e simiglianti cose».
Queste provvisioni ed emolumenti venivan pagati liberamente senza ritenzione alcuna dal Camarlingo di Camera, subito che era passato lo stanziamento dai Gonfalonieri di Compagnia. Tutti i dubbi, difficoltà e differenze che fussero occorse sopra tali materie, dovevano essere decisi dai Gonfalonieri suddetti.

 

Sede dei pompieri in piazza San Biagio a Firenze
Oggi piazza di Parte Guelfa.

Allorché si presentava il bisogno che la Guardia del fuoco dovesse prestar l’opera sua, i capo-dieci ed i maestri indossavano una «sopravvesta» di canovaccio o di cuoio — che facevano a loro spese — e sul davanti avevano dipinto una mannaia e di dietro il segno del quartiere. I porti pure avevano una «sopravvesta» simile; ma tanto da una parte che dall’altra vi avevano dipinta in rosso una secchia: in capo avevano una celata di ferro. I manuali non avevano sopravvesta ma la sola celata, ed appena si sentiva suonare a fuoco alcuna campana o tromba, dovevan subito correre alla casa della loro residenza a munirsi di tutti gli istrumenti cioè: «coltelli, seghe, scure, pali di ferro, picconi, aste, mannaie, ecc.»"

Tratto da Comune di Firenze. Commissione storico-archeologica comunale - Studi storici sul centro di Firenze (1889)
Magistrature ed Uffici pubblici che risiedevano nel Centro di Firenze. Giuseppe Conti

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