Le buchette del vino

Le Buchette del Vino a Firenze e in Toscana

Le "buchette del vino" sono il tocco di classe di Firenze e di altre gemme toscane, una sorta di "happy hour" all'aperto ante litteram per l'élite del Rinascimento. Immaginatevi: il sole tramonta, il lavoratore medio fa capolino alla finestra della villa nobiliare e, con un paio di fiorini in mano, ottiene un bicchiere di vino servito da un cameriere e poteva anche accadere che il vino venisse dato direttamente dal padrone attraverso una persiana robusta. Praticamente il primo servizio di consegna del vino della storia, ma con un tocco di aristocratica eleganza.
Questa pratica ha resistito nei secoli, fino a quando le leggi commerciali del serioso 1900 hanno deciso che era ora di porre fine a questo gioco. Le buchette erano la soluzione innovativa per chi voleva comprare vino direttamente dai signori senza dover attraversare le fastose soglie dei palazzi. Una sorta di versione rinascimentale del drive-thru, ma molto più chic.
Oggi, le buchette sono diventate una storia divertente apprezzate soprattutto dai turisti. Moltissime sono state restaurate, diventando una specie di reliquia turistica, mentre alcune resistono ancora come enoteche d'epoca. E chiunque, dai locali ai turisti, soprattutto turisti, può ancora vivere l'ebbrezza di sorseggiare un buon bicchiere di vino proveniente direttamente da una di queste finestrine storiche.
Queste buchette non sono solo un'attrazione turistica. Hanno avuto un impatto colossale sulla cultura del vino toscano, regalando un sorso di democratizzazione al vino di buona qualità, ovviamente rispetto a quello venduto nelle bettole e osterie. Non essendoci costi di gestione di un'osteria il vino costava anche meno. Hanno anche contribuito a tessere una trama di comunità e condivisione tra le varie classi sociali, dimostrando che il vino buono è per tutti, anche se la finestra da cui lo prendi potrebbe appartenere a un nobile.
Oggi, restaurate o meno, sono un simbolo dell'ospitalità toscana e dell'amore per il “nettare degli dei”.
Le buchette sono una tappa obbligata per i turisti per gli amanti del vino e per chi cerca una fetta di storia sorseggiata a piccoli sorsi, ma che almeno siano buoni.
 

«Giocatori di toppa» (1928) di Ottone Rosai
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