Ippopotamo al Boboli

Immaginatevi a zonzo per Firenze, con le sue strade che raccontano secoli di storia, arte che sfida il tempo, e poi, all'improvviso, vi trovate davanti... un ippopotamo? Sì, avete capito bene! Nel cuore pulsante del Rinascimento, il Giardino di Boboli non era solo un tripudio di verde, statue e fontane che sembrano uscite da un sogno, ma anche la casa di un ospite gigantesco e totalmente fuori dall'ordinario: un vero ippopotamo!
La targa che troviamo al Museo della Specola ci racconta che l'arrivo, quando e come, dell'ippopotamo non è conosciuto. Probabilmente è vero quello che è scritto. Però un'altra storia viene raccontata da secoli:

Questa storia sembra uscita da un libro di magie o avventure esotiche, ma è un episodio reale che si è svolto nei giardini fiorentini. Immaginate la sorpresa dei visitatori dell'epoca, abituati a meraviglie d'arte e natura, quando si imbattevano in questo enorme animale facendo tranquillamente il suo bagno tra le siepi perfettamente potate e i vialetti eleganti. Era come se un pezzo di Africa avesse deciso di fare un salto nel cuore dell'Italia per salutare!

L'ippopotamo arrivò come regalo a Cosimo III de' Medici, grande appassionato del più strano e meraviglioso che il mondo potesse offrire, e trasformò i giardini dei Medici in una specie di zoo incantato dove l'impossibile diventava possibile. Ma vi immaginate? Un ippopotamo che se ne va in giro per il giardino come se niente fosse, tra statue che sembrano guardarlo stupite e piante esotiche che forse si sentivano un po' meno uniche.

Purtroppo, la nostra star a quattro zampe non ebbe una lunga carriera da giardiniere a Boboli. Il clima di Firenze, tanto perfetto per l'uomo quanto inadatto per un ippopotamo, insieme alle difficoltà di trovare una dieta adatta a un gigante così affamato, fece sì che la sua avventura italiana finisse troppo presto. Tuttavia, come tutte le leggende, anche l'ippopotamo ha lasciato un segno: è stato imbalsamato e ora riposa al Museo della Specola, dove continua a stupire i visitatori con la sua storia incredibile.

Ora, passeggiando per il Giardino di Boboli, tra le ombre delle querce e il mormorio delle fontane, è difficile immaginare che un tempo qui vagava un ospite così insolito. Ma è proprio questa storia incredibile a ricordarci che Firenze non finisce mai di sorprenderci, nascondendo tra le pieghe del suo passato racconti di esplorazioni, sogni e incontri tra mondi lontani. Un ippopotamo a Firenze, chi l'avrebbe mai detto? Eppure, è stata questa audacia, questa curiosità senza limiti, a rendere la città di Firenze il luogo magico che è oggi, un posto dove ogni angolo può nascondere una storia pronta a farci sognare ad occhi aperti.

Ippopotamo, chiamato da sempre Ippo, al Museo della Specola, Firenze
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