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Palazzo Pitti: la Sala Bianca

La Sala Bianca
Non solo il lugo dove è nata la moda italiana
 

Il 13 settembre 1765 fecero il loro ingresso a Palazzo Pitti il nuovo Granduca Pietro Leopoldo Asburgo Lorena con la moglie Maria Luisa. Con l'arrivo della nuova dinastia, come di consueto, varie aree del palazzo vennero ridefinite e riorganizzate in base al loro utilizzo pubblico o privato, per segnare uno stacco netto con il precedente casato mediceo. Il quartiere d'inverno venne reso più confortevole con l'istallazione di stufe viennesi in maiolica, che sostituirono i poco pratici camini in marmo, e l'antico salone dove si ricevevano i principi forestieri fu completamente rinnovato, divenendo il luogo che oggi conosciamo come "Sala Bianca".
Gli Asburgo Lorena commissionarono la decorazione di questo grande spazio rettangolare ai due famosi fratelli stuccatori luganesi Grato e Giocondo Albertolli nel 1775, i quali adornarono la sala con panoplie e decorazioni architettoniche di gusto neoclassico. In origine, gli stucchi dovevano essere dorati, ma fortunatamente il Granduca seguì il consiglio dei due artisti di non corrompere il nitido candore di questo duttile materiale.

 
LA SALA BIANCA - NON SOLO IL LUOGO DOVE NACQUE LA MODA ITALIANA

Gli undici lampadari in cristallo di Boemia pongono in risalto il bianco pastello tipico dello stucco, conferendo all'ambiente particolare eleganza e accoglienza. La sala fu destinata ai ricevimenti ufficiali della corte lorenese e sabauda. Dopo un lungo oblio, i cristalli e gli stucchi della sala bianca tornarono a illuminarsi nel 1952, quando Giovan Battista Giorgini scelse tale luogo per un importante evento che lanciò la moda italiana nel mondo. Il raffinato salone avrebbe offerto l'opportuno scenario per esaltare il modello degli emergenti stilisti italiani, grazie alla sua atmosfera cristallina e senza tempo.

Scritto da Marco Bartocci Guida Turistica per Firenze e provincia.
 

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