Via Pietrapiana

Via Pietrapiana

 

La strada si estende da piazza di Sant'Ambrogio, attraversando via dei Macci, fino a raggiungere piazza Gaetano Salvemini, seguendo un percorso che comprende via Giuseppe Verdi e via Fiesolana. Durante il tragitto, si incrociano Borgo Allegri e via Michelangelo Buonarroti, che delimitano i lati della piazza dei Ciompi, e via de' Pepi.

L'origine di questa via risale al borgo situato al di fuori della penultima cerchia muraria, precisamente presso la porta di San Pietro, che si trovava nell'area ora occupata da piazza Gaetano Salvemini. Questo tracciato era già presente al di fuori della cinta romana, rappresentando il prolungamento logico del decumano, orientato verso est in direzione della Cassia Vecchia, del Valdarno Superiore e di Arezzo. Successivamente, con la costruzione della cerchia muraria del 1333, la via si espanse ulteriormente, includendo l'asse di Borgo degli Albizi, via Pietrapiana e Borgo la Croce.

In passato, la via assumeva nomi differenti in base ai vari tratti: da piazza di Sant'Ambrogio a Borgo Allegri era conosciuta come via Pietrapiana, da Borgo Allegri a via de' Pepi era denominata via dei Piannelai, in riferimento ai calzolai specializzati nella produzione di calzature leggere senza tacco, chiamate "pianelle", mentre l'ultimo tratto era noto come via degli Scarpentieri, forse influenzato dal termine francese per "carpentieri".

Nella pianta di Firenze del 1731 di Ferdinando Ruggieri, i nomi della via si erano già ridotti a due, con la soppressione di via degli Scarpentieri, e da allora è rimasto solo il nome di via Pietrapiana per l'intero tracciato. L'origine di questo nome non è del tutto chiara, ma è documentato già prima del 1000 come denominazione generica della località, diventando successivamente il nome ufficiale della strada, come indicato nel "Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze".

Per quanto riguarda le trasformazioni subite nel corso del tempo, è importante ricordare l'intervento di "risanamento" del quartiere di Santa Croce avviato nel 1936. Questo intervento comportò la demolizione delle vecchie case sul lato sinistro della via, tra Borgo Allegri e piazza Gaetano Salvemini, e la creazione della piazza dei Ciompi, dello spazio aperto tra via de' Pepi e via Giuseppe Verdi, seguita dalla costruzione di nuovi edifici, tra cui il complesso della Direzione provinciale delle Poste e Telegrafi, che ha fortemente caratterizzato l'ultimo tratto della via. Tra gli edifici distrutti durante quest'opera si annoverano la casa di nascita di Matteo Palmieri, che ospitava una scultura raffigurante il poeta, realizzata da Antonio Rossellino e ora conservata al Museo nazionale del Bargello, e la residenza del pittore Raffaello Sorbi.

Nonostante le trasformazioni del Novecento, via Pietrapiana conserva il suo antico carattere e la sua vocazione commerciale. La circolazione veicolare è vietata, ad eccezione dello spazio antistante il palazzo delle Poste e Telegrafi, mentre la via è costantemente animata da un considerevole flusso di pedoni. Ancora oggi, insieme a Borgo la Croce, rappresenta la via principale per raggiungere il centro cittadino dai parcheggi situati nella zona di piazza Cesare Beccaria e viceversa.

Via Pietrapiana ieri
Via Pietrapiana prima del 1935
Via Pietrapiana nel 1905
Via Pietrapiana nel 1905
Palazzo Contri
Palazzo Contri
Tabernacolo in via Pietrapiana
Tabernacolo fra via Verdi e via Pietrapiana
Prima del 1930
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