Andare a bischero sciolto: l’arte tutta fiorentina di sbagliare con entusiasmo.
Ci sono parole che in Toscana non hanno bisogno di presentazioni. Entrano in una frase, si siedono comode e fanno subito spettacolo. Bischero è una di queste: Treccani la registra, nell’uso volgare toscano, come voce di rimprovero o d’ingiuria nel senso di “stupido, sciocco e simili”, mentre l’Accademia della Crusca la definisce una forma d’uso toscano e in particolare fiorentino. E già qui si capisce una cosa: il toscano, quando deve prendere in giro qualcuno, non si limita a farlo. Lo fa con stile.
Poi però arriva il livello superiore, quello da veri intenditori: “a bischero sciolto” o “fare da bischero sciolto”. Il Vocabolario Fiorentino documenta infatti la locuzione “a bischero sciolto” nel senso di “senza riflettere, senza informarsi” e “fare da bischero sciolto” come “fare l’ingenuo”; inoltre il Vocabolario del fiorentino contemporaneo segnala che un’espressione come “bischero sciolto” si considera normale soprattutto a Firenze.
Ed è proprio qui che il modo di dire diventa meraviglioso. Perché il bischero sciolto non è uno che sbaglia per distrazione, inciampando nella vita come capita a tutti. No. Lui parte deciso. Ha il passo di chi sa tutto, il tono di chi ha già capito tutto, l’energia di chi pensa di spaccare il mondo. E invece, nel giro di tre minuti, toppa con una convinzione tale da meritarsi quasi un applauso. È quello che ti spiega una strada sbagliata senza aver mai guardato la mappa. Quello che ordina “fidati di me” e poi sceglie il posto peggiore del locale. Quello che interviene sicuro, fa il fenomeno, e alla fine si scopre che non aveva capito nulla ma con una tale baldanza da sembrare quasi un talento.
In fondo, il genio fiorentino sta tutto lì: prendere un comportamento comunissimo sbagliare con troppa sicurezza e trasformarlo in un’immagine perfetta. Non un semplice errore, ma un errore lanciato a briglia sciolta, senza freni, senza dubbi, senza neanche il minimo sospetto che forse, ecco, magari era il caso di pensarci un secondo di più.
Insomma, si può essere ingenui, impulsivi, testardi. Ma per farlo a bischero sciolto ci vuole una certa classe. E a Firenze, si sa, anche le figuracce hanno una loro eleganza.
Questi proverbi danno un consiglio che vale oro! In condizioni normali due zappature sono sufficienti per tenere il terreno netto dalle erbacce e per conservarlo fresco nella stagione calda
il proverbio ci avverte che spesso le cose o le persone che sembrano più tranquille, ebbene sono quelle più da temere.
Chissà, forse è da questo particolare che viene fatto un uso abbondante di olio nelle insalate.
Proverbio incredibilmente attuale, basta leggere le cronache giudiziarie.