Piazza del Tiratoio si trova nella zona di Oltrarno a Firenze, in particolare nel quartiere di San Frediano. La piazza prende il suo nome da un antico tiratoio dell'Arte della Lana, una struttura tipicamente fiorentina dove veniva lavorata e asciugata la lana. Durante il XVII secolo, il Granduca Cosimo III de' Medici decise di concentrare i tiratoi nella zona d'Oltrarno, portando alla costruzione di un nuovo tiratoio nei pressi della piazza.
Questa struttura, caratterizzata da una costruzione in pietra e un ballatoio per stendere la lana, era una delle tante in città dedicate a questa attività. In parallelo, Cosimo III fece edificare anche il Granaio dell'Abbondanza a pochi passi dalla piazza, con l'intento di migliorare la gestione delle risorse alimentari della città.
Tuttavia, nel 1874, un incendio devastò l'edificio del tiratoio, che venne ricostruito nelle forme che ancora oggi si possono osservare, benché non riprese più la sua funzione originale.
Interessante notare che in questa piazza ebbe il suo studio lo scultore Lorenzo Bartolini, uno degli artisti più rilevanti del XIX secolo, noto per il suo contributo all'arte neoclassica e purista.
Questa piazza, anche se orami niente è rimasto per ricordare ciò che era, rappresenta comunque un punto di grande interesse storico e culturale, testimoniando l'importanza dell'industria della lana a Firenze e le trasformazioni urbanistiche ed economiche che la città ha vissuto nel corso dei secoli.
Benchè non ci fossero che soli sei mesi alla scadenza del termine, il Baccani assicurò il principe che il palazzo sarebbe stato terminato in tempo.
Le merlature guelfe, associate al papato, hanno sommità squadrata, mentre quelle ghibelline hanno sommità "a coda di rondine".
Baccio Valori fece realizzare in marmo gli illustri personaggi ma solo per un mondo culturale accessibile agli umanisti.
Nel cuore di Firenze, un atelier ottocentesco ospitò artisti internazionali e continua ancora oggi a vivere come spazio creativo e storico.