La fondazione di Santa Croce e la Firenze di San Francesco.
All’inizio del XIII secolo, l’area oggi occupata dalla basilica di Santa Croce si trovava fuori dalle mura cittadine, in una zona di campagna costellata da orti, case rurali e terreni coltivati. In quel periodo, Firenze stava attraversando una fase di espansione economica, soprattutto grazie alla manifattura laniera, e numerosi contadini abbandonavano le campagne per stabilirsi nei borghi periferici, come quello sviluppatosi intorno alla futura Santa Croce.
Il contesto idrografico dell’area era particolarmente complesso. La zona si trovava lungo la riva nord dell’Arno, soggetta a frequenti esondazioni. Oltre al corso principale del fiume, esistevano canali secondari e rogge che attraversavano il territorio. Secondo la tradizione, la prima cappella dedicata alla Santa Croce fu costruita su un piccolo isolotto dell’Arno, segno della presenza di un ramo fluviale che separava la terraferma da quest’area. Studi recenti e fonti archeologiche confermano l’esistenza di questo ramo secondario dell’Arno, che costituiva un vero e proprio braccio del fiume in prossimità del convento.
A ovest dell’attuale piazza di Santa Croce, nei pressi della cinta muraria di epoca romana, un altro corso d’acqua si staccava dall’Arno e proseguiva verso il centro città. Questo ramo, ormai interrato, alimentava il cosiddetto Fosso dello Scheraggio, un canale artificiale che serviva da fossato e da condotta idraulica. Il sistema delle rogge e dei canali che attraversava la zona svolgeva diverse funzioni: forniva acqua ai mulini, irrigava gli orti e contribuiva alla regolazione delle acque in un ambiente soggetto a inondazioni.
Tra via San Giuseppe e l’area oggi occupata dalla Biblioteca Nazionale, si sviluppava un reticolo idrico collegato non solo all’Arno ma anche al torrente Mugnone, che all’epoca seguiva un corso diverso da quello attuale. Questo intreccio di corsi d’acqua rendeva la zona di Santa Croce un’area paludosa e instabile, ma al tempo stesso favorevole per insediamenti rurali e attività agricole.
L’insediamento dei frati francescani in quest’area, documentato a partire dal 1211, si sviluppò proprio in questo contesto ambientale. I primi edifici erano semplici e funzionali, costruiti accanto a questi corsi d’acqua che definivano la morfologia del quartiere. Il convento sorse ufficialmente solo nel 1228, ma già un decennio prima era presente una comunità stabile. La futura chiesa gotica sarebbe sorta solo a partire dal 1294, ma l’assetto idrografico dei decenni precedenti aveva già tracciato i confini naturali e funzionali dell’area.

In basso
- Prima immagine a sinistra: vista zenitale in stile tavola medievale: a sud scorre il fiume con un ponte; sulla riva nord un piazzale ospita un complesso religioso in costruzione con impalcature. Intorno, campi e orti regolari, pochi edifici rurali e viottoli che convergono verso una porta urbana. Due corsi d’acqua minori, un braccio del fiume aderente al complesso e il fossato artificiale che scorre sul lato Ovest - Nord - Ovest del complesso (nella mappa: il corsetto d’acqua sulla sinistra/sinistra-alto), distinto dal braccio del fiume che è invece un corso naturale), circondano la chiesa.
- Seconda immagine: assonometria a volo d’uccello (inizio XIII secolo): orti recintati e terreni umidi con case sparse; al centro un semplice complesso religioso cinto da arginelli, attorno due corsi d’acqua che lo “abbracciano”. A sud scorre l’Arno con argine naturale; viottoli collegano l’area alla porta della città.
- Terza Immagine: Sezione N–S semplificata: pianoro alluvionale con stratigrafia a fasce piatte (suolo, sabbie, limi/argille, eventuale ghiaia). A sud scorre l’Arno con argine naturale rialzato; subito a nord un braccio secondario costeggia il lieve dosso su cui sorge la chiesa; più a nord-ovest una roggia più piccola. Tra i corsi d’acqua, conche paludose stagionali. Stile tecnico, colori piatti, nessun testo.
Bibliografia (autori italiani)
- Francesco Salvestrini, Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Nardini Editore, Firenze, 2006.
- Enrico Faini, Firenze nell’età romanica (1000–1211). L’espansione urbana, lo sviluppo istituzionale, il rapporto con il territorio, Leo S. Olschki, Firenze, 2010.
- Monica Salvini (a cura di), San Pier Scheraggio. Gli scavi archeologici nell’ala di Levante degli Uffizi. Con CD-ROM, Cooperativa Archeologia, Firenze, 2005.
- Pier Paolo Benucci, Il Mugnone e i torrenti scoperti o tombati di Firenze, Sarnus, Firenze, 2021.
- Federico Cantini, Jacopo Bruttini, “Tra la città e il fiume. L’area degli Uffizi tra tarda Antichità e Medioevo”, in Archeologia a Firenze. Città e territorio (atti), All’Insegna del Giglio, Firenze, 2015, pp. 269–304.
- Monica Salvini, Sara Faralli (a cura di), “Archeologia invisibile” a Firenze. Storia degli scavi e delle scoperte tra San Lorenzo, Santa Maria Novella e Fortezza da Basso, Consiglio regionale della Toscana, Firenze, 2020.
- Eleonora Mazzocchi (a cura di), Santa Croce tra passato e futuro. Conoscere, conservare, condividere. Atti della giornata di studi (Firenze, Cenacolo di Santa Croce, 8 ottobre 2022), Mandragora, Firenze, 2025.
La chiesa dei Santi Apostoli a Firenze, ricca di storia e leggende, è celebre anche per le schegge del Santo Sepolcro e la sua facciata romanica.
La pieve è ricordata in un documento datato 12 aprile 970 facente parte dell'Archivio Arcivescovile di Pisa.
La chiesa ha una storia interessante, iniziando come piccola chiesa dedicata a San Damiano sul Monte del Re
La rappresentazione mariana domina la scena con episodi della Vita della Vergine.